“Forse il dovere della poesia è quello d mantenere il linguaggio, un’invenzione così imperfetta e al tempo stesso così bella.
Si dice sempre e ovunque che non ci sono più poeti: si dice negli Stati Uniti, in Europa l’ho sentito dire tante volte, nel mio paese si dice sempre.
Ma forse ci sono, invece, invisibile per noi. Non li conosciamo, mentre pensiamo di conoscere quelli del passato.
Il fatto è che il tempo costruisce la sua antologia e non ha ancora elaborato l’antologia del presente.
Forse si conosceranno i poeti di oggi nel Ventunesimo secolo, ma non ora.
Siamo troppi, siamo sperduti, c’è troppa gente e non si può scegliere, mentre il tempo lo può fare, può raccogliere una buona antologia.
Le antologie di oggi non sono quindi troppo buone, evidentemente, ma senza dubbio la poesia esiste.
Forse in questo stesso momento c’è qualcuno che sta scrivendo il poema, il libro, il verso.
E questo è decisamente più importante.”
da Jorge Luis Borges “Testamento poetico letterario”, Giunti, 2004

Photo credit: Orfeo Soldati
Amsterdam, 2008: during "World Press Photo 2008"
Abbiamo qui ospite un vincitore, auguri!!;)
“Si legge quello che piace leggere ma non si scrive quello che si vorrebbe scrivere bensì quello che si è capaci di scrivere…
…Mi sono trastullato con un’idea, l’idea per cui, sebbene la vita di un uomo sia composta da migliaia di momenti e di giorni, tutti quei momenti e quei giorni si possono ridurre a uno solo:il momento in cui un uomo sa chi è, quando si guarda nello specchio…
…Naturalmente l’importante è quello che sta dietro la poesia. Io ho cominciato tentando – come fanno tutti i giovani –di nascondermi….
…Che cosa significa per me essere uno scrittore? Semplicemente essere fedele alla mia immaginazione. Quando scrivo qualcosa ci penso non in termini di fedeltà ai fatti (il fatto è solo una rete di circostanze e di casualità) ma in termini di fedeltà a qualcosa di più profondo. Quando scrivo un racconto lo faccio perché in qualche modo ci credo, non come chi crede semplicemente nella storia, ma come chi crede in un sogno o in un’idea…
..Pur immaginando di essere piuttosto astorico, visto che i significati e le connotazioni delle parole cambiano, penso ci siano versi – come questo di Virgilio (“Ibant oscuri sola sub nocte per umbram- Andavano oscuri nell’ombra della notte solitaria")……- dove in qualche modo si è oltre il tempo. Penso ci sia un’eternità nella bellezza…
..Quando scrivo, cerco di essere leale col sogno, non con le circostanze..
..Se dovessi dare un consiglio agli scrittori (e non credo ne abbiano bisogno perché ognuno deve scoprire le cose da sé) direi semplicemente questo: che lavorino il meno possibile alle loro opere. Non credo che cincischiare serva a qualcosa. Viene il momento in cui si scopre quello che si può fare, in cui si trova la propria voce naturale, il proprio ritmo…
..Quando scrivo non penso al lettore (perchè il lettore è un personaggio immaginario) e neppure a me stesso (forse io stesso sono un personaggio immaginario) ma penso a quello che cerco di comunicare e faccio del mio meglio per non rovinarlo.Quando ero giovane credevo nell'espressione..Volevo esprimere tutto..Adesso sono arrivato alla conclusione (che può sembrare triste) che non credo più nell'espressione: credo solo nell'allusione. In fin dei conti, cosa sono le parole? Sono simboli per certi ricordi condivisi. Se uso una parola, voi dovreste avere una certa esperienza della cosa cui quella parola corrisponde.Altrimenti non vi dice nulla Penso che si possa solo alludere, che si possa solo far sì che il lettore immagini....
..Tento semplicemente di comunicare qual è il sogno e se è un sogno offuscato non provo ad abbellirlo, e neppure a capirlo..
..Penso che si dovrebbe credere nelle cose anche se poi deludono."
Jorge Luis Borges, “L’invenzione della poesia-Le lezioni americane”, Mondadori, 2001
Mi è accaduto di avventurarmi a scrivere ma ritengo che quello che ho letto sia molto più importante di quello che ho scritto. Si legge quello che piace leggere ma non si scrive quello che si vorrebbe scrivere, bensì quello che si è capaci di scrivere.
da “L’invenzione della poesia”, Borges, Mondadori, 2001