
Ah, la fuscella di ricotta ricca
trabocca nelle mani del ragazzo
a quelle del garzone sussiegoso in
un cortile ingombro di dovizie,
folla di pietre balconi e
finestrelle, una collina sinuosa
Gelo di mani, ghiaccio delle dita
colori impreziositi delle lettere
fiori che nascono gloriosi
tra la tonaca ruvida, segnature
di altissime spirali gonfiano onciali
le gocce lente della foglia d’oro,
fuori l’inverno della guerra
nell’inferno umano, fame,
lì la poca cosa, l’unica che
gli riesce di salvare,
solo ma tutte, tutte, le parole.