Antonio Porta
Apre aiuole allegoriche
Naviga novissime narrazioni
Testimonia trasgressioni traumatiche
Offre opalescenti omofonie
Nomina nomadismi necessari
Immagina irripetibili illuminazioni
Ordisce opinioni oblique
Pilota polimorfe prefigurazioni
Organizza orizzonti osmotici
Ricrea roventi raffigurazioni
Tesse topografie traumatiche
Accende alfabetiche avventure
Nanni Balestrini
da “L’Ulisse n.12: Antonio Porta e noi” qui on-line
http://www.lietocolle.info/upload/ulisse_12.pdf
Antonio Porta: il progetto infinito
Convegno internazionale
Biblioteca dell’Archiginnasio - Sala dello Stabat Mater
Librerie Coop - Ambasciatori
Bologna
giovedì 14 - venerdì 15 maggio 2009
Antonio Porta: il progetto infinito. Il Convegno internazionale organizzato dal Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e Rapporti con l’Università, esplora il percorso di ricerca e di scrittura di Antonio Porta (nato a Vicenza nel 1935 e repentinamente scomparso a Roma vent’anni fa, il 12 aprile 1989): poeta, narratore, autore di teatro, saggista, organizzatore culturale. A partire dalla stagione della Neoavanguardia dei primi anni Sessanta sino agli inoltrati anni Ottanta, Antonio Porta non si è «mai appagato di una forma», come egli stesso ha scritto commentando i propri versi, ma ha cercato di «provocarne» molte, con l’intenzione sempre viva di fare, comunicare e promuovere poesia.
Al Convegno partecipano alcune tra le voci poetiche più significative del nostro presente: Nanni Balestrini, Jolanda Insana, Edoardo Sanguineti, Andrea Zanzotto. Dal pomeriggio del 14 maggio all’intera giornata del 15, si ripercorrerà la multiforme esperienza poetica e culturale di Antonio Porta, con il contributo di studiosi italiani e stranieri (da Jean-Pierre Faye a Stefano Agosti ad Andrea Cortellessa), di critici militanti che l’hanno accompagnato fino dagli esordi (Renato Barilli, Fausto Curi), di traduttori e di nuovi interpreti che ne misurano l’incidenza, l’attualità, la capacità di comunicare con il presente.
Non mi sono mai appagato di una forma, ho sempre cercato di provocarne molte
da Rapporti Umani
XI
”Della mia vita, in un certo giorno,
non seppi più nulla, soltanto quello
che rivelò il barbiere domandando dei
miei figli e m’accorsi di non averne mai
saputo, guardandomi bene negli occhi sopra
la schiuma e i riflessi del rasoio.
Uscii e impolverai le scarpe tra le
pietre, e proseguii, le stringhe
slacciate, sulla via di casa., il
gocciolìo del sudore: entrando qualcosa
accadde, non ricordo; dietro il portone,
immobile tra i cristalli, l’ostilità di
mia moglie e mi chiesi chi era.
Per togliere la polvere, chinato, si recidevano
le stringhe, la fronte mi sanguinava, tra i
cristalli spezzati, le stringhe tra i capelli,
e premevo, frugando tra le schegge, scrivendo
nella polvere, la lingua mi si tagliava,
lambendo, il sangue colava dagli occhi, sulle tempie,
i figli non sanno nulla…”
da * I rapporti*
Europa cavalca un toro nero
I
Attento abitante del pianeta,
guardati! dalle parole dei grandi
frana di menzogne, lassù
balbettano, insegnano il vuoto.
La privata, unica, voce
metti in salvo: domani sottratta
ti sarà , come a molti, oramai,
e lamento risuona il giuoco dei bicchieri.