Perché c’importa la poesia? Il modo in cui si configurano le risposte a quest’interrogativo dà la misura di assoluta non trivialità della domanda. Poiché l’ambito dei rispondenti si spartisce esattamente fra coloro che affermano l’importanza della poesia solo a patto di confonderla interamente con la vita, e coloro per i quali il suo importare è, invece, funzione esclusiva del suo isolamento da quella. Entrambi i campi smentiscono così il loro intento apparente: i primi, perché sacrificano la poesia alla vita in cui la risolvono; i secondi, perché sanciscono in ultima analisi la sua impotenza rispetto alla vita. Altrettanto vani del romanticismo e dell’estetismo, che le confondono in ogni punto, sono il classicismo olimpico e il laicismo, che, tenendole in ogni punto divise, votano l’umanità a tramandarsi un patrimonio sacrosanto, ma inutile proprio per l’istanza che in ogni ordine dovrebbe risultare decisiva.