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Utente: viomarelli
Nome: viola amarelli
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martedì, 13 gennaio 2009

Abele Longo: L'angelo del gel

 

                                                      (Joe McFadden)

 
 
Se solo il pennuto avesse intuito,
mentre toglievi lacrime pungenti
e rinsecchite dalle ciglia finte,
la tua volubilità, quell’estetica
forgiata dalle suore, l’abbandono
concitato nell’atto del dolore,
si sarebbe fatto un mezzo bicchiere.
Eccolo invece etere che singhiozza
dopo aver assistito al tuo sconcerto,
al ribrezzo di vederti di fronte
alucce rade ed ispide di gel.

 


postato da: Emmeleia alle ore 01:05 | link | commenti (17)
categorie: abele longo
venerdì, 05 dicembre 2008

Philip Larkin: Nata ieri

 

Per Sally Amis
 
Bocciolo ben chiuso,
quel che io ti auguro
non è come gli altri dicono
di essere bella,
di sorgere da una fonte
d’innocenza e amore.
Questo è l’augurio di tutti,
e nel caso dovesse succedere,
be’, ti è andata bene.
 
Non dovesse succedere,
che tu sia come le altre;
abbi, come le altre,
doti comuni: né brutta,
né bella, niente di inconsueto
che minacci la tua armonia,
che quando non funziona
non funziona il resto.
Che tu sia insignificante,
non è forse questa
la vigile malleabile
ammaliante qualità
della felicità?
 

postato da: Emmeleia alle ore 22:32 | link | commenti (5)
categorie: poesia straniera, abele longo
mercoledì, 26 novembre 2008

Grazie!!

 

inchino

Sulla rivista "Sinestesie"  (on-line qui: http://www.rivistasinestesie.it/) una recensione a "Fuorigioco" di Ivano Mugnaini che ringrazio per la preziosa attenzione unitamente a Domenico Cipriano curatore della rivista.

***

E' uscita l'antologia "Versi per il Formicoso" con i testi del reading a sostegno della salvaguardia dell'altipiano; tra le altre, poesie di Arminio, Amarelli, Calabrese e Cipriano; on-line disponibile qui la bozza in pdf  :comunitaprovvisoria.wordpress.com/ ; grazie a Paolo Saggese e agli "autori comunitari".

***

Ringrazio Abele Longo per l'ospitalità offerta a una mia ballata sul blog  neobar.splinder.com/  


domenica, 23 novembre 2008

Sulla poesia: Simic

Charles Simic con il padre nel 1942
 
 
Nella mia vecchia zucca c’è una gallina cieca che ogni tanto trova un chicco di grano, la gallina si chiama Amore.
 
Le mie poesie, all’inizio, sono come un tavolo su cui uno posa gli oggetti che ha raccolto durante una passeggiata: un sasso, un chiodo arrugginito, una radice con delle forme strane, l’angolo di una foto strappata.... per poi scoprire, dopo mesi in cui si è ogni giorno guardato e pensato a questi oggetti, che delle relazioni sorprendenti cominciano ad apparire.
          Questi objets trouvés della poesia sono, naturalmente, nient’altro che delle parole. La poesia è il luogo in cui uno sente quello che le parole vogliono dire, dove i significati cominciano ad emergere.
          Non è proprio così! Non è così importante ciò che le parole significano, piuttosto ciò che queste mostrano e rivelano. Il letterale conduce al figurativo, e all’interno di ogni figura poetica di un certo valore c’è sempre un teatro con uno spettacolo in progress. La trama prevede degli dèi e dei demoni e il mondo nella varietà delle sue sfuggenti presenze.
          Nella sua essenza una poesia interessante è un quesito epistemologico e metafisico che viene posto al poeta.
 
Tratto da Charles Simic, Wonderful Words, Silent Truth, The University of Michigan Press (1990)
traduzione Abele Longo

postato da: Emmeleia alle ore 00:55 | link | commenti (7)
categorie: poetica, abele longo
mercoledì, 05 novembre 2008

Michael Ondaatje: Sanno di noi i luoghi del nostro dissolverci?

Traduzione di Abele Longo da ‘Rock Bottom’

 

Notte d’estate venuta dall’acqua
mi accompagna in macchina
come un asciugamano bagnato
apre il cancello ed entra in casa
 
L’anima si disintegra
senza stelle
foglia consumata dal chiaro di luna
 
Creature che non vedono
vanno con l’aiuto
di antenne bianche
a conquistare il mondo
 
Battito di una falena
 
La zanzariera non si fida,
non fa, come me, passare niente.
Dei lamponi selvatici in frigo
che mi ha dato mio figlio
ne metto parte in bocca
e altri nella tasca della camicia
e me ne dimentico
 
Seduto in cucina
nella penombra
il dono macchia
all’altezza del cuore

postato da: Emmeleia alle ore 22:32 | link | commenti (9)
categorie: abele longo
giovedì, 30 ottobre 2008

Abele Longo: La linea

Viomarelli partecipa virtualmente a
 
FESTA READING COLLETTIVO
ASSOCIAZIONE CULTURALE
30 ottobre, 21.30 a Villa Pallavicini,
in via Meucci 3, Milano
 
un caro saluto a tutti i partecipanti e agli organizzatori
Abele, Lucio e Viola
Mike Worral, The Poet’s Corner

 

La linea

La linea che mi separa dal prima,
dagli anni per inerzia dissipati,
viene nei momenti meno opportuni
a cercarmi, e sui piedi s’accuccia.
 
Confonde il suo far finta di niente,
sembra dire ignorami, parla pure,
fa’ credere che sai il fatto tuo
che alla sconfitta non segue la resa,
tanto io lo so e ti voglio bene
e mai ti lascerò per un istante.
 
Se soltanto avessi un po’ di coraggio,
boa intorno al collo, ti squarterei
il ventre, ma scivoli via scaltra,
solerte cintura dei pantaloni,
sognante ricamo dell’orizzonte.
 
(selezionata per il Reading Le belle bandiere 2008)
 

 

 


postato da: Emmeleia alle ore 20:50 | link | commenti (13)
categorie: reading, abele longo
domenica, 19 ottobre 2008

The man in the tree - Mark Strand

per strand-lucio vasta

Per  Viola,

traduzione di  Abele Longo  da 'Reasons for Moving'

disegno di Lucio Vasta

 

 

 L’uomo sull’albero

 

Ero seduto sui rami di un albero

scosso dal vento e senza niente addosso.

Tu invece a terra avvolta in un cappotto,

il cappotto che indossi ora.

 

E quando lo apristi scoprendo il seno

bianche falene volarono via

e le parole dalla bocca

rotolarono sui tuoi piedi.

 

La neve si posò sulle mie orecchie

e le falene attratte dalla neve

si dileguarono nel vento

che piagnucolava come un bambino.

 

Né io né te sapremo mai cosa

ci sta succedendo, cosa non va.

Le nuvole avvolsero le braccia,

le braccia che ora alzo

 


postato da: viomarelli alle ore 07:55 | link | commenti (7)
categorie: mark strand, lucio vasta, abele longo
venerdì, 12 settembre 2008

Abele Longo: Senza seguito

falene

Uscì sola senza seguito

bianco niveo nella notte,

riflessa nell´occhio vitreo

dell´uccello della morte.

 

Lo sposo in chiesa stringeva

le palline del rosario.

Aspettava la falena

sotto al lume del calvario

postato da: viomarelli alle ore 05:19 | link | commenti (16)
categorie: poesia, amici, abele longo