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Utente: viomarelli
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domenica, 01 novembre 2009

Simone Cattaneo (1974-2009)

simone-cattaneo

da “Nome e soprannome”  (Atelier, 2001)

 

Stanotte di fronte al televisore spento

mi sono messo a ballare con una canna da pesca

un lento tragico e romantico, ho spostato i mobili

del soggiorno e al centro del pavimento ho ammucchiato

quotidiani vecchi, cartoni di latte e qualche

fazzoletto sporco. Poi ho dato fuoco a tutto

e mi sembrava di partecipare a uno di quei veri balli

studenteschi pieni di gioia e di speranza nella vodka

con un chiasso infernale che mi riempiva le orecchie

con il rumore del mare.

Spento il fuoco, qualche ombra fiera e dura

incisa sulle mura, la canna da pesca incrinata

sono rimasto a suonare su una tastiera sgraziata

chissà poi cosa

aspettando di riprendere fiato

e ho pensato di uscire all’aria aperta ma chiudendo

gli occhi il rosso del fuoco divideva ancora

il mio pavimento e non colava a picco,

rimaneva fisso lì a marchiare il territorio

in attesa di tutta la mia miseria.

 

da “Made in Italy” (Atelier, 2008)

La madre di un mio compagno delle scuole medie
mi ha bloccato in una strada del vecchio quartiere
dicendomi che suo figlio era morto.
Non si è sbilanciata più di tanto e mi ha invitato al funerale.
Mi è parso buona educazione accettare.
Una settimana dopo mi ha fermato sotto casa e con aria decisa
mi ha confidato che calzo lo stesso numero di piede del suo povero figlio,
così mi ha regalato due paia di scarpe e un giubbotto giallo.
Qualche sera fa sono finito in un bar di Milano e
ho abbordato una ragazza sudamericana molto sensibile
al mio nuovo giubbotto canarino. Ho stretto gli occhi
e le ho sussurrato che per i particolari non bado mai a spese.

---------

 

La prima parola di latino che ho imparato è “silentium”.
Stava scritta su un pezzo di cartone giallo attaccato al muro del bar in cui
servivo da bere in estate. “Silentium” ossia “silenzio” in un luogo dove
grida, schiamazzi, scommesse e intrallazzi erano come luce all’alba,
suonava un po’ strano per un bimbo con i piedi sulle spalle come me.
Quando il bar chiuse decisi di portarmi a casa quel cartello ma
non lo volevo rubare, il proprietario era un amico che stava in piedi
per grazia ricevuta così gli feci la mia offerta, un’offerta più che
generosa per un pezzo di cartone logoro e sporco.
Almeno una ventina di persone prima di me avevano fatto lo stesso e
con cifre ben più consistenti. Perdigiorno, ubriachi, zingari e ladri
ad un’asta abusiva per un po’ di latino. Alla fine se lo aggiudicò
uno zingaro friulano in cambio di mezzo milione di lire in contanti.
La vigilia di natale incontro questo ragazzo nel bar sottocasa dove
festeggio sempre le feste comandate che mi tira fuori quel logoro cartello
avvolto in una busta da supermercato. È per te mi dice, ci tenevi tanto.
Non capivo se mi pigliasse in giro o volesse chissà cosa.
Mi sono girato e sono tornato a brindare con gli amici.

La cosa per me era finita lì. “Silentium”.

---------------------------

Ma tu scorgi la planimetria di qualsiasi città prima ancora di svegliarti:
un’attitudine naturale a cacciare la testa nel forno
per sensibilizzare l’olfatto, un’audacia nel passare un ferro rovente
sul braccio per acuire il tatto, soldi regalati ai cartomanti
e chiodi al posto degli stivali che si infilano fino ai polpacci.
Poi busso alla tua porta aperta e anche la gravità mi sembra
uno scherzo di cattivo gusto mentre ti guardo in accappatoio
sussurrarmi – Oggi tocca a te, domani tocca a me. –

inedito

A fine agosto il tuono morde i lampi prima che piova e
il cielo sembra sempre avere bisogno di un’autopsia,
cammino sulla strada crivellata di buche come fosse
un costoso tappeto cinese, la neve gialla è ancora lontana,
la luce pare un caleidoscopio difettoso ed io vado
dove i ragazzi hanno denti d’oro larghi come gonne a fiori
e nessuno mi potrà più servire da bere vino tagliato con il solfato di rame.
Ormai è un furto ogni prospettiva di fuga.


postato da: viomarelli alle ore 19:35 | link | commenti (8)
categorie: scrittura in versi, simone cattaneo, simone cattaneo

Commenti
#1    01 Novembre 2009 - 22:20
 
il poeta che ho ammirato di più
crudele sferzante tagliente e sopratutto vero
una perdita grandissima
ogni volta che scovo qualcosa su di lui mi si stringe il cuore
un caro saluto
c.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente derblauereiter

#2    02 Novembre 2009 - 16:21
 
an angry man, autentico per passione e sguardo, con una scrittura dove riversava la rabbia incandescente che l'ha consumato; ci si sente sempre impotenti davanti a queste voci, Viola
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente viomarelli

#3    02 Novembre 2009 - 16:39
 
Non ho grande dimesticatezza con 'sto mezzo. Non ci faccio caso sempre al maschile e al femminile - in ungherese non esistono i generi - perciò ll'inizio avevo pensato che si trattasse di qualche poesia dedicata all'altra grande scomparsa di questi giorni: Alda Merini.
Poi ho capito.
E ho i brividi. Brividi di freddo.
E triste conoscere e perdere nello stesso giorno una persona cosi: un poeta limpido, uno scrittore bravo. Un ragazzo cosi terribilmente giovane....
Grazie Viola per avermi fatto conoscere Simone Cattaneo.
Agi Berta
utente anonimo

#4    02 Novembre 2009 - 22:39
 

un poeta


utente anonimo

#5    04 Novembre 2009 - 17:50
 
grazie, Viola, cara
utente anonimo

#6    07 Novembre 2009 - 16:24
 
davvero bello.
grazie
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#7    07 Novembre 2009 - 17:39
 
Simone Cattaneo - Silentium

[..] Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE MicrosoftInternetExplorer4 [..]
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#8    08 Novembre 2009 - 12:30
 
Simone & Simone

[..] Normal 0 14 Simone & Simone Quando qualcosa non mi sta bene mi incazzo! Sono fatto così. Allora cerco di non pensarci, di passare oltre. Ma quando la cosa è seria l’incazzatura non va via e si ripropone punt [..]
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