Notizie dalla Pizia si compone di 26 poesie. Indovinate quante domande ho preparato :)
Marco Palasciano
intervista Viola Amarelli
in 26 domande A-Z
A come Anagrafe. Chi sarà questa poetessa misteriosa che si presenta con uno pseudonimo? Vero nome Prosopopea Zamponi? Amelia Perelli. Un altro mio amico in pseudonimato si fa chiamare Violet: sarà un caso, o il viola è il colore piú congeniale alla poesia?
B come Borgo natio. Origini campane: donde esattamente? Descrizione dell’ambiente.
C come Confino. È stata, fino a qualche anno fa, a vivere in Toscana. Che faceva di bello? Ricerche storiche ed economiche? I suoi studi.
D come Due. Solo due libri! Poesia iniziata tardi, come mai? Il timore del confronto co’ grandi.
E come Emergenza rifiuti. Un anno fa ho partecipato all’antologia Mundus. C’era anche la Amarelli, per caso? Sue esperienze circa il problema dei rifiuti, tossici o meno, e in generale i mali della Campania.
F come File. Vari suoi testi sono nel web: su Vico Acitillo, Poiein, Nazione Indiana, Rebstein, La poesia e lo spirito; c’è poi un suo blog in Splinder (come me); e c’è Facebook. Si trova a suo agio con la sfera informatico-telematica? E scrive piú col computer o a penna?
G come Giro. Tornata da poc’anni in loco, dicemmo. Conosce i poeti attuali locali, napoletani?…
H come Hybris. … e le loro beghe, gli intrallazzi politici, le pompe, l’arte nana sui trampoli, i finti outsider…? Lei usa intrallazzarsi per utile come certuni, calcando i buoni e sollevando i pravi, o frequenta solo anime nobili?
I come Indignazione. Carrino al lettore: «In tutti questi anni di scrittura/lettura mi sono imbattuto in molti facitori di versi contemporanei. Dei ‘signorotti’ hanno deciso, a colpi di retorica stantia, cosa debba essere Poesia. Questi signorotti hanno generato un microcosmo distante dalla vita della gente, frontierizzando la Poesia, costringendola in uno spazio topologico inaccessibile, facendola incomprensibile, una poesia che si parla addosso […]: sono loro che ti hanno allontanato dalla più sublime delle arti». Poi accenna, invece, ad alcuni poeti suoi amici (tra i quali io, modestamente) «che si occupano di scrittura, di lettura, di cinema, di musica, di pittura, di teatro, e che tentano, tramite la restituzione orale, un riavvicinamento tra il testo scritto e chi lo legge. Spero tanto che andrai a cercarteli questi poeti, procùrati i libri che hanno scritto, valli a vedere dal vivo. Forse non ti ricrederai, ma capirai» dice infine «che quando si parla di ‘poesia morta’ sono tutte stronzate». In ciò ha ragione Carrino? o la poesia oggi è piú morta che viva?
J come Jamme a Capua a veré ’a presentazione. L’altra volta a Capua, intanto, con Moresco già parlammo dela vacuità dell’argomentare sulla morte della letteratura, del romanzo ecc. C’era anche la Amarelli. È rimasta soddisfatta di Moresco? Forse non del fatto che ci scordammo di avviare un dibattito. Ella gli faccia una domanda adesso!
K come K.O. Le presentazioni di poesia risultano spesso noiose, fin per gli stessi poeti; non si capisce niente, e ci si addorme. Nevvero?
L come Lungimiranza. E per la presentazione delle Nopizie ha scelto Palasciano per essere sicura di non annoiarsi? La prossima volta a chi altri gradirebbe abbinarsi, per esempio?
M come Maggiore. Chi è il piú grande poeta italiano vivente?
N come Nomina nuda tenemus. Quanto invece agli autori scomparsi, del passato recente o remoto, quali piú ama? Quali i suoi modelli?
O come Opere. Fuorigioco (forse ormai fuori catalogo) e le Nopizie: evoluzione da un libro all’altro.
P come Personaggi. La forma del poemetto: 26 micro-monologhi, di personaggi diversi, ognuno levante il suo canto-racconto. La poesia narrativa vs il piattume della sola lirica, ormai terra desolata.
Q come Querimonia. Le Nopizie sono la cronaca di una…? Sconfitta. E in che senso?
R come Rivincita. Ma le vinte hanno lo sguardo piú franco. La scelta della figura della Pizia come sguardo eccentrico.
S come Sapere. Il rapporto sapere/potere.
T come Tono. Il rapporto sacro/profano, e tonalità (poetiche) alte/basse, che qui si rintracciano e rintrecciano.
U come Uroboro. Il tempo del mito: un eterno presente, e al tempo stesso un tempo ciclico (aiòn). Di riflesso, questo poemetto «centra uno degli aspetti della migliore poesia», dice Lucini nella prefazione: cioè si sottrae «al tempo» (al chronos) «per rivolgersi a un’umanità in senso olistico».
V come la Virtú che sta nel mezzo. Le Nopizie è opera singolare per la sua equidistanza «sia da uno svilito lirismo all’italiana che tocca le corde dei buoni sentimenti, sia da quella vena glaciale e ironicamente amara che caratterizza certo concettismo». Come fa la Amarelli a conservare un tale equilibrio, nel suo personalissimo percorso artistico?
W come Weltanschauung. E il percorso spirituale? La sua visione del mondo, filosofica o mitico-religiosa che sia.
X come mister X. Quanto al suo compagno ideale, per dirne una: amando il mito, le piacerebbe che l’amato avesse un nome di eroe o semidio greco? Orfeo. Autore delle foto a illustrazione del poemetto, con licenza del Museo Archeologico di Napoli.
Y come Y pitagorica. Scegliamo una domanda tra due: «Politica: destra o sinistra?» oppure «Il bivio della sua vita, la grande scelta»; e rispondiamo.
Z come Zeppa. Per fare 26: c’è altro da dire in questo kairòs?
