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martedì, 23 giugno 2009

Anna Lamberti-Bocconi: "Rumeni"

rumeni

E’ un viaggio turbinoso e picaresco quello che ci offre “Rumeni” di Anna Lamberti -Bocconi (Stampa Alternativa, 2009) ; un reportage di ladruncoli e becchini, baristi e cameriere che, in una Milano sghemba e amatissima, rispecchiano le ragioni e le passioni dell’io narrante, vero protagonista del romanzo. Se infatti formalmente la struttura ad episodi del libro rinvia alla categoria dei racconti, la voce autoriale, continua e pulsante, delinea un pellegrinaggio laico nel cuore di una realtà *altra* ricchissima e complessa che lungo il tragitto irrompe e modifica l’occhio del reporter.

Fuori di ogni schematismo – come giustamente sottolinea il risvolto di copertina – l’approccio al mondo dei migranti avviene in presa diretta, col solo ricorso a topoi letterari (la mendicante, il mangiatore di fuoco, il “branco” di ragazzi), usati peraltro come grimaldello per scardinare pre-concetti sia razzisti sia buonisti.

La carrellata di figure si sussegue serrata con una scrittura che nell’estrema padronanza sintattica e lessicale, nel ritmo incalzante ha uno dei suoi punti di forza, donando il piacere della lettura. L’alternanza di registri utilizzata da Lamberti-Bocconi è infatti notevole: dal surreal-lirico del circo di periferia (in “Stefan”) al grottesco violento e assassino (“Violeta”), dalla secca registrazione di vite attestate al grado zero (“Lilia”) fino alle vere e proprie epifanie di “Valentina” e di “Cristina”, quest’ultima, sequenza finale del libro, non a caso ambientata a’ rebours in uno scenario di desolata miseria  rumena.

Nella fluvialità della scrittura si affaccia a volte un andamento da sceneggiatura filmica (cfr in “Mario, Gheorghe, Cesar”  il gruppo di ventenni incontrati sul treno) ma si aprono  anche pagine di ampio respiro narrativo, come in “Tiberiu” dove la riesumazione, letterale, del corpo del  nonno a Musocco ci restituisce una Milano in controluce storica e familiare di impatto innegabile. Spicca infatti in “Rumeni” – costituendone il profondo, sotteso, fil rouge – l’autenticità dello sguardo dell’autrice e il suo mettersi  apertamente in gioco  nella ricerca di una umanità che è soprattutto la propria e che  intreccia dolore e affetto, crudeltà e ironia.  In questa capacità probabilmente si riversa l’esperienza poetica di Lamberti-Bocconi che le consente di andare diritta al cuore delle cose con una mira infallibile. Così persino il “ciao” che conclude, spesso bruscamente, quasi tutti gli episodi, vela forse solo il pudore dell’incontro e del reciproco allontanarsi, ma soprattutto segna il “migrare” insito in ognuno dei giorni umani.

* In Nazione Indiana Qui sono apparsi alcuni dei racconti.

Il libro di Anna lamberti Bocconi verrà presentato giovedì 25 giugno alle ore 21.00 nell’ambito della rassegna “I GIOVEDI’ DI TURRO”, al Circolo ARCI Martiri di Turro, Via Rovetta 14, Milano (ultima serata della stagione, ingresso gratuito come sempre, vino fresco per tutti e tanti amici).


postato da: viomarelli alle ore 19:42 | link | commenti (5)
categorie: recensione, viola amarelli, anna lamberti-bocconi

Commenti
#1    23 Giugno 2009 - 19:44
 
Posto anche qui la recensione oggi apparsa su "La poesia e lo spirito" che ringrazio per l'ospitalità.
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#2    23 Giugno 2009 - 19:57
 
VORREI PRENDERLO, UN ABBRACCIO VIOLA..
R.M.
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#3    23 Giugno 2009 - 20:19
 
Penso non sia difficile reperirlo, Stamp Alternativa è una casa editrice ormai "storica"..e il libro di Anna si legge d'un fiato, cosa rara, ricambio l'abbraccio Roberto, V.
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#4    24 Giugno 2009 - 12:19
 
Grazie Viola! Confermo, il libro si trova in (quasi) tutte le librerie. Baci.
utente anonimo

#5    23 Settembre 2009 - 21:41
 
Al di là della scrittura ( spero di avere l'opportunità di leggerlo) rifletto sul fatto che mentre qualcuno racconta la verità che vede. (Testimonia) altri vanno in giro dicendo che i comunisti mangiano i bambini ed altre cose di questo tenore.

ciao.L.
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