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Utente: viomarelli
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giovedì, 20 novembre 2008

L'acqua e se accade, la vita - Nadia Agustoni su Lispector

clarice-lispector-12-739251

[ Improvvisazioni su “Acqua viva” di Clarice Lispector]

 

 

uno

 

sì, questa è la vita vista dalla vita”(*)

 

c’è un pensiero, no, è bellezza domenicale

una festa

 

il tempo è qui e là forse.

 

l’erba scivola nella luce, i prati aperti

a cominciare il cielo,

 

l’ acqua e se accade, la vita     se accade ti accorgi

 

che non c’è altro di noi.

 

 

due

 

“tutto quello che ho vissuto sarà di una povertà superflua” (*)

 

senza nome proprio    ci succede

di essere reali

 

la finzione è quel vuoto che scopri,

 

ma prima del vuoto

è la paura

 

nella mano dovrebbe esserci e non c’è una linea di sole

 

siamo superstiti, siamo e non siamo, possiamo crescere,

diminuirci,

 

venire al mondo. 

 

 

tre

 

“sono sola, io e la mia libertà” (*)

 

lo stesso è uscire dall’ombra e dire “sembra luce”

non s’impiglia nel ramo lo prosegue

 

le radici sono osso

e il gioco del bambino è selvatico, quasi uguale al cane

 

fiuta l’abbandono,

dell’animale sa l’estinzione.

 

 

quattro

 

mi lecco il muso come la tigre dopo che ha divorato il cervo” (*)

 

c’è chi ha un volto     chi la pena di un volto

non basta un io vorticoso

 

e voci cieche

“ qui è cresciuta di un palmo la bambina

che aspetta con lische nel piatto ed esche”

 

l’insetto ha zampette criminali

“Giacobbe lotta con l’angelo:

 

sono una sola parola”. 

  

 

(*) La prima riga di ogni frammento indicata con l’asterisco e tra virgolette e in corsivo è una citazione da “Acqua Viva”, di Clarice Lispector.


postato da: viomarelli alle ore 04:15 | link | commenti (9)
categorie: clarice lispector, nadia agustoni

Commenti
#1   20 Novembre 2008 - 10:50
 
Suoni come in sospensione nell'eleganza della struttura, voci che si intrecciano, si parlano e ne richiamano altre mille. Abele
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#2   20 Novembre 2008 - 13:15
 
ì, trovo anch'io molto riuscite ed "aperte" queste improvvisazioni di nadia e le sono molto grata per averle inviate, una buona giornata Abele
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#3   20 Novembre 2008 - 17:34
 
Clarice Lispector (1920-1977) nacque in Ucraina da una famiglia ebrea che emigrò in Brasile quando l'uatrice aveva 2 anni. Pubblicò il suo primo romanzo a 20 anni e venne accomunata dalla critica a Joyce e a Virginia Woolf; è riconosciuta la più grande scrittrice brasiliana.
Personalmente trovo il suo stile incredibile, colpisce allo stomaco, e se dai due anglosassoni mutua la tecnica del flusso di coscienza, in effetti la sua indagine della "cosa materica" che è l'uomo mi fa risuonare moltissimo Kafka e Duras. Lei esplora, come un bisturi tagliente, l'ontologia della vita, all'ultimo battito cellulare, con una scrittura che ne riproduce il mero movimento e la fissità al tempo stesso, e che è inimitabile anche se una linea "Lispector" viene individuata - dicono gli esperti - in molta letteratura brasiliana contemporanea (beh, certo non Coelho...!!); Viola
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#4   20 Novembre 2008 - 17:56
 
Ringrazio tutti.
Viola hai trovato foto bellissime e hai curato la pubblicazione in modo perfetto. Cosa rara.
Ti dico grazie per l'attenzione e l'affetto e per aver subito creduto in questi testi.

nadia a.
utente anonimo

#5   21 Novembre 2008 - 22:53
 
mi sono molto piaciuti questi versi, colgo uno slegamento tra loro che in realtà li unisce, così come accade in un dialogo interiore. Qui mi pare di sentire inoltre non disagio ne rassegnazione, ma scontro, orgoglio e vita ... appunto.
" siamo e non siamo ..."
un caro saluto,L.
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#6   22 Novembre 2008 - 04:07
 
@ L.

La lotta con L'angelo ...

Segnalo che Lpels replica da ieri il post

qui

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/11/21/l%e2%80%99acqua-e-se-accade-la-vita/#more-10717

Grazie.

Un saluto

nadia a.
utente anonimo

#7   22 Novembre 2008 - 09:14
 
molte poesie di Nadia hanno questa forma "interrogante", questo cercare una risposta che non viene, questo battere contro un muro di silenzio, che è un tema anche della Lispector. E tuttavia in questa lotta con l'angelo si riapre anche la possibilità di accettare quel che è, e di "venire al mondo", Viola (da un sito amico)
utente anonimo

#8   23 Novembre 2008 - 15:18
 
Riporto qui il commento che via mail mi ha fatto avere Gaetano Calabrese su queste poesie:
"Salve, spero di dirvi la
mia in proposito, ok? Sono Gaetano Calabrese dall'Irpinia **
In queste
poesie l'interrogativo poetante s'impiglia nelle immagini con una
vigoria che diventa essenziale risposta. La scansione del ragionamento
è tutta intrisa nello strascico del sentire del distico precedente e lì
l'immaginazione prende e si addensa.
Siamo di fronte alla poesia del
respiro/sospiro e la commistione tra la frase di apertura e lo
svolgimento espressivo è persistente fuoco del pensiero.
Sento queste
poesie lievitate nell'intimo e viene voglia di omaggiare la poetessa
con un rifacimento poichè non è possibile uscire completamente dal suo
flusso magmatico di comunicazione.
Possiamo solo godere sottolineando e
rileggendo e andare dietro le orme di questi pensieri che fluttuano con
ebbrezza...**
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#9   23 Novembre 2008 - 17:49
 
Ringrazio Gaetano Calabrese per il suo intervento.

Dice cose molto interessanti, la poesia del resto funziona quando smuove qualcosa e ci si torna come se ci interrogasse.
A me capita così.

Grazie ancora a Viola e buona domenica.

nadia a.
utente anonimo

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