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Utente: viomarelli
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domenica, 16 novembre 2008

Sulla poesia: Borges

borges%

“Forse il dovere della poesia è quello d mantenere il linguaggio, un’invenzione così imperfetta e al tempo stesso così bella.

Si dice sempre e ovunque che non ci sono più poeti: si dice negli Stati Uniti, in Europa l’ho sentito dire tante volte, nel mio paese si dice sempre.

Ma forse ci sono, invece, invisibile per noi. Non li conosciamo, mentre pensiamo di conoscere quelli del passato.

Il fatto è che il tempo costruisce la sua antologia e non ha ancora elaborato l’antologia del presente.

Forse si conosceranno i poeti di oggi nel Ventunesimo secolo, ma non ora.

Siamo troppi, siamo sperduti, c’è troppa gente e non si può scegliere, mentre il tempo lo può fare, può raccogliere una buona antologia.

Le antologie di oggi non sono quindi troppo buone, evidentemente, ma senza dubbio la poesia esiste.

Forse in questo stesso momento c’è qualcuno che sta scrivendo il poema, il libro, il verso.

E questo è decisamente più importante.”

 

da Jorge Luis Borges “Testamento poetico letterario”, Giunti, 2004


postato da: viomarelli alle ore 09:22 | link | commenti (16)
categorie: borges, poetica

Commenti
#1   16 Novembre 2008 - 16:01
 
Mi inchino come sempre davanti ad un maestro che era già chiaramente tale anche senza dover lasciar scorrere del tempo
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#2   16 Novembre 2008 - 17:55
 
felice di vederti qui Antonio, specie sul "tuo" e nostro Borges, un abbraccio Viola
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#3   16 Novembre 2008 - 18:52
 
Bisogna passare dal blog di Viola per trovare queste pagine così belle, frammenti di un percorso che non ci si stanca di leggere.

Grazie
nadia a.
utente anonimo

#4   16 Novembre 2008 - 19:33
 
Leggere "classici" è sempre una consolazione, mille grazie Nadia dell tua affettuos presenza, Viola
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#5   16 Novembre 2008 - 19:44
 
ah, che tuffo al cuore, passare per caso e sentirsi a casa.
:)
"mantenere il linguaggio, un’invenzione così imperfetta e al tempo stesso così bella"...

epperò, come al solito, mi coglie pure la sensazione che il mito ci prenda amabilmente per il culo smarrendoci nei meandri labirintici del suo network neuronale: intendo, qual è il *questo* che è "decisamente più importante" in chiusa?
questo momento rispetto al futuro o il fatto che il tempo costruisca la sua antologia?
il verso in cui si scrive la freccia del tempo o il fatto che ancora comunque si scriva?
eggià, ammesso che esista, comunque la verità è inconoscibile...


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#6   16 Novembre 2008 - 20:08
 
Pare che nel mondo ci sia più gente che scrive che di di gente che legge.
Questo, mi pare di capire, per Borges non è un male ... il tempo farà la selezione, è naturale come l'evoluzione. Quello che mi chiedo è se in questo campo contino gli sponsor. Io credo che contino molto meno che nelle altre arti, per fortuna.
Un abbraccio, L.
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#7   16 Novembre 2008 - 20:20
 
penso che il "questo" sia l'atto di scrivere, indipendentemente dalla sua riuscita. Indipendentemente da chi rimarraà...Il brano è tratto come si evince dal titolo dagli scritti finali di Borges, dove la verità non conta di fronte alla generosità, come afferma l'argentino..anhe perchè spva perfettamente che le verità sono specchi, riflessi, e appunto com noti tu, Betta, inconoscibili di natura..
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#8   16 Novembre 2008 - 20:22
 
caro Lucio, come sapevano gli autori latini anche i versi necessitano di "mecenati"..ma è vero che la gratuità della scrittura poetica riscatta molte umane debolezze, un abbraccio forte a te (mi piace molto questa selezione del tempo)..Viola
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#9   17 Novembre 2008 - 14:45
 
Non so quanti di quelli che scrivono poesia, lo facciano con l'intento di passare alla storia...forse nessuno, fino a quando non ci si lascia travolgere dai sistemi.Ma in questo caso, mi chiedo, dove finisca poi , la poesia.Forse è questo, il senso di queste parole...Poesia, per me,è incisione d'amore...e l'amore si sa, è sovversivo e rivoluzionario,anarchico per eccellenza...tutte ragioni per le quali, l'umanita' ne ha paura.Si ama, lo si fa, sicuramente male...si sente sangue e scorre inchiostro.Gli occhi instradano la mano e ci si tiene vicino per andare lontano...e si sta lontano per tornarsi vicino.Si tracciano segni che sono soltanto la dispersione di un sovraccarico di percezione, ma nulla, rispetto al mutismo appeso a un cielo che strepita, bisbigliando, il suo fascino irresistibile.Nulla si sa... e si tracolla nei contrari.Tanto , si legge, fuori e dentro, ma tra il vedere e il sapere, solo abissi di colle cromiche ed ingannevoli.L'importante è non crucciarsene, guardare fin dove si può, con la trepidazione del vivere che, generosamente, ci accompagna.Mai distaccandosi dalla realtà, che ritengo comprensiva dell'immaginario, anche quando appare cruda e disdicevole.E che ci sia, sempre,un passo alto, vivo, sulla parola.Ogni bene per Te, Viola.
Lucia
(perdonami se mi sono dilungata troppo e se sono stata confusa)
utente anonimo

#10   17 Novembre 2008 - 17:20
 
Non ti sei affatto dilungata. Cosa sia la poesia è un tema molto dibattuto e ognuno lo declina in molte maniere. Sicuramente per me non èun diario intimistico: è un genere letetrario anche abbastanza rigoroso che serve a de/scrivere il mondo, dentro e fuori da un sè.
Il tuo richiamo al sangue e inchiostro mi ricorda molto Jorge Amado che sosteneva che tutta la letteratura si fonda su queste due componenti, ineliminabili, un pò la vecchia, classica formula desantisiana di forma e contenuto.
La scrittura in versi ha una potenzialità peculiare: la sonorità e la concentrazione che concorrono a dar più risalto a quell'eccedenza di senso che quasi ogni autore tenta di rendere, insegue tutta la vita...forse, un abbraccio Lucia e grazie del tuo intervento, Viola
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#11   17 Novembre 2008 - 20:36
 
La poesia è finzione, un genere letterario come conclude Viola. Si approssima solo in parte alla vita per la semplice ragione che, come sosteneva Pirandello, le cause della vita sono molto più complesse di quanto possano apparire nella logica della letteratura. E’ anche però vero che la poesia, e l’arte in genere, ci regala delle cose che la vita può solo sognare, ed è questa una delle ragioni per le quali vale la pena scrivere.
Un abbraccio
abele
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#12   18 Novembre 2008 - 16:23
 
Bella scelta Viola. Quest raffronto tra Poesia e Tempo è importante per dare delle dimensioni naturali alle "antologie".
Un caro saluto.
Michele.
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#13   18 Novembre 2008 - 19:52
 
Lieta del tuo commento, un caro saluto, Michele, V.
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#14   18 Novembre 2008 - 20:12
 
"Il poeta è un fingitore
finge così completamente
arriva a fingere che è dolore
il dolore che davvero prova."
(Fernando Pessoa)

trovato in rete.
una abbraccio,L.
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#15   18 Novembre 2008 - 21:03
 
Caro Lucio, amo moltissimo Pessoa ma Metastasio ci era arrivato prima:

Sogni e favole io fingo e pure in carte
mentre favole e sogni orno e disegno,
in lor, folle ch'io son, prendo tal parte,
che del mal che inventai piango e mi sdegno.
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#16   25 Febbraio 2009 - 18:46
 
Qualche volta ho regalato libri alla radio, a Fahrenheit, e a volte ho letto questa frase di JLB, che è bellissima:
Colui che dà non si priva di ciò che dà. Dare e ricevere sono la stessa cosa (Jorge Luis Borges)
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