
Ci sono stati giorni migliori
- stagioni feroci di degrado
Di male in peggio
- il corpo non coincide con il mondo
La mappa del male
-pulsa sempre pietà di acqua alle mani
Sconvolto ogni paesaggio verso la fine
-sia, se hai avuto inizio
qui continua
Difendere l’allegria come una trincea
FOGLIO ILLUSTRATIVO
Composizione
Principi attivi :onde browniane, neuroni
ossigeno, azoto, giambi, trochei
vapore acqueo, ghazal, alexandrin
lallazioni, lushi, fonemi
cesure, sinapsi e trepestii.
Eccipienti: silenzi, grafie
Indicazioni terapeutiche
- rotture di senso;- bradicardia;- deficit/eccedenza neuro cognitiva;
- secchezze gonadiche;- tecnoparesi; - autismi anaffettivi;
- allucinazioni sensoriali;- acne; - andromenopause
Effetti collaterali
Modalità d’uso
ad libitum libido
mai/sempre
dosi pediatriche: filastrocche e ninne nanne
dosi geriatriche: epigrammi
donne in stato di gravidanza: evitare ottonari, tragedie, epicedi
In caso di necessità
- cancellare tutto; consultare solo lettori fidati; non pubblicare
Confezioni attuali
concettuale civile cantautoriale dispositiva
lirica transmistica corporea splah trash tekno cut up
installazione video clip performativa
reading trailer ed e book slam
blog web visual poems ante rem
Occorrono ossessioni,
“Nel respiro” (L’arcolaio, 2009) di Paolo Fichera è un libro che si fonda con lucida consapevolezza sul rigore e la coesione. Gli eserghi – che testimoniano con gli autori citati, da Holan a Giacometti, la scelta di una posizione appartata e trasversale, ai bordi del mondo – e la suite conclusiva delineano, infatti, chiaramente i binari di un poemetto ontologico. Il fluire incessante della materia umana, il ciclo alfa-omega di nascita e morte vegono infatti incisi – chirurgicamente – non tanto per trovarne senso e ragioni quanto per ripercorrerne la nuda *erosione*, per diventarne, per quanto possibile, esperienza *materica* nella parola.
Il susseguirsi dei tre “movimenti” in cui è suddiviso il poemetto vede innescarsi sulla dolente morte di un padre amatissimo – dove trapelano pudore ed affetto reboriani - l’annuncio di un figlio in arrivo, in un passaggio generazionale che, per fisicità esperienziale, trasforma la nota figura della ruota e del ciclo in un impatto deflagrante. E’ da questo nucleo concreto che si diparte un coraggio stoico nell’immergersi nel non-senso delle apparenze, per comprendervi un logos che non è trascendente ma insito alla fattualità del così è. Non a caso i tre “movimenti” si denotano “nel respiro”, “nel sangue” e “nel battito”, riportando la poesia da un lato all’originario ritmo biologico che ne segna la fonostruttura costitutiva, dall’altro al fenomenologico scorrere del mondo, all’incomprensibile e irreducibile processo della “cosa nuda erode cose” come recita il sottotitolo del libro.
IL SUO BECKETT
Andare a trovare mia madre è come darsi a un’opera di Beckett.
Conosci la sensazione di sprofondare nella crosta terrestre,
il nero profondo dell’oh no della stanzetta
con pareti troppo vicine, tanto comprendibili.
Tintinnio e dissolvenza di giocattoli che appartengono alla memoria
ma che appaiono qui per errore, vagabondi e soffocati
su una pagina di dolore.
Peggio
dice quando chiedo,
mentre (era aprile?) un certo buon umore le sfiora gli occhi—
“siamo andati in barca a remi sul Lago di Como”
senza giungere al labbro.
Il nostro amore, quell’esaltato mezzo matto,
fa una corsa intorno alla stanza
e fa sbattere ogni cosa
per poi sparire di nuovo.
da Decreation, 2006
Anne Carson (1950) è una poetessa, traduttrice e saggista canadese. Insegna Letteratura Greca e Latina e Letteratura comparata all’Università del Michigan. Tra i suoi libri di poesia Decreation: Poetry, Essays, Opera (2005); Men in the Off Hours (2001), vincitore del Griffith Poetry Prize; The Beauty of the Husband: A Fictional Essay in 29 Tangos (2001), vincitore del T.S. Eliot Prize per la poesia; Economy of the Unlost (1999); Autobiography of Red (1998), tradotto anche in italiano da Bompiani e finalista al National Book Critics Circle Award e al T.S. Eliot Prize; Plainwater: Essays and Poetry (1996); Glass, Irony and God (1995), finalist al Forward Prize, Goddesses And Wise Women (1992). Tra i riconoscimenti che le sono stati assegnati il Lannan Award, il Pushcart Prize, il Griffin Trust Award for Excellence in Poetry, una borsa del Guggenheim, e il MacArthur Award, meglio conosciuto come “il premio dei geni”.
da "Taccuino nero"
Fabbrica
ci si stanca a vivere
Ci si stanca a vivere e a fare il dovere nostro
ma tra fili, campetti e marcite
l’arbusto sbuca nel cortile, colma di luce
è la luce, una speranza spinosa eguale all’ortica
ci lascia immaginare il futuro e ci segue la sirena
industriale come degli Ulisse con i tappi di plastica
nelle orecchie e calzari di ferro e passi roboanti.
Albrecht Dürer
No, perché questo mondo non è sconcio,
neppure sciapito o inane,
ma solo il teatrino che a me stesso acconcio,
un battagliar placido di rane
Pieghevole come un sipario cartonato,
sul quale fare pressione
con modo e senso che è già stato dato
al momento della creazione
Ed è presago chi non muove più la mano
Né accumula forze che tanto poi sperde
Per dare forma e misura sempre invano.