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martedì, 27 ottobre 2009

Genii loci

genii loci

Genii loci. Al Tequila

 

Giovedì 29 ottobre  dalle 18,30 alle 21,30

Listening party al Tequila, Piazza Pitesti, Caserta

 

 

Genii loci (lat.) o Genios locos (sp.)? Venite e vedete! :-)
_____________________________________________

Oh, non avete idea dell'accozzaglia
mirabile d'ingegni e d'ambulanti
mitologie che torrida v'aspetta
quest'ebbro giovedì al Tequila, dove
faran la fila non so quanti vati,
vatesse, paravati e coprivati!

Di musica si vestono e di moti
dionisiaci le performance, benché
sian Apollo e le Muse più che Dioniso
e le Menadi i tutelari nostri;
o forse no; o si è ircocervi e mostri;
in ogni caso, a naso, è un bel Parnaso.

Questa l'alata lista provvisoria
(a non scannarsi, in ordine alfabetico),
ch'aggiorneremo ad ogni aggiunta certa
(o disaggiunta, ov'un caschi 'nfluenzato
o vinca un viaggio ad Oz tutto sp[a]esato).
Calliopè, Calliopè, l'arena è aperta!
_____________________________________________

I POETI LOCALI NEL LOCALE

Viola AMARELLI
Livio BORRIELLO
Gianni CAMPI
Francesco FORLANI
Nadia MARINO
Paolo MASTROIANNI
Marco PALASCIANO
Silvia TESSITORE
Maria VALENTE
Carmine VITALE

(Probabile al 50% la presenza di
Rosaria CAPACCHIONE, e fors'anche
Emiliano D'ANGELO.)
_____________________________________________
= creature vulvaci
= creature fallaci


postato da: viomarelli alle ore 08:14 | link | commenti (4)
categorie: segnalazione, reading
sabato, 24 ottobre 2009

Treves -L'intervista impossibile: Palasciano ad Amarelli.


Notizie dalla Pizia si compone di 26 poesie. Indovinate quante domande ho preparato :)

 

Marco Palasciano

intervista Viola Amarelli

in 26 domande A-Z

 

A come Anagrafe. Chi sarà questa poetessa misteriosa che si presenta con uno pseudonimo? Vero nome Prosopopea Zamponi? Amelia Perelli. Un altro mio amico in pseudonimato si fa chiamare Violet: sarà un caso, o il viola è il colore piú congeniale alla poesia?

B come Borgo natio. Origini campane: donde esattamente? Descrizione dell’ambiente.

C come Confino. È stata, fino a qualche anno fa, a vivere in Toscana. Che faceva di bello? Ricerche storiche ed economiche? I suoi studi.

D come Due. Solo due libri! Poesia iniziata tardi, come mai? Il timore del confronto co’ grandi.

E come Emergenza rifiuti. Un anno fa ho partecipato all’antologia Mundus. C’era anche la Amarelli, per caso? Sue esperienze circa il problema dei rifiuti, tossici o meno, e in generale i mali della Campania.

F come File. Vari suoi testi sono nel web: su Vico Acitillo, Poiein, Nazione Indiana, Rebstein, La poesia e lo spirito; c’è poi un suo blog in Splinder (come me); e c’è Facebook. Si trova a suo agio con la sfera informatico-telematica? E scrive piú col computer o a penna?

G come Giro. Tornata da poc’anni in loco, dicemmo. Conosce i poeti attuali locali, napoletani?…

H come Hybris. … e le loro beghe, gli intrallazzi politici, le pompe, l’arte nana sui trampoli, i finti outsider…? Lei usa intrallazzarsi per utile come certuni, calcando i buoni e sollevando i pravi, o frequenta solo anime nobili?

I come Indignazione. Carrino al lettore: «In tutti questi anni di scrittura/lettura mi sono imbattuto in molti facitori di versi contemporanei. Dei ‘signorotti’ hanno deciso, a colpi di retorica stantia, cosa debba essere Poesia. Questi signorotti hanno generato un microcosmo distante dalla vita della gente, frontierizzando la Poesia, costringendola in uno spazio topologico inaccessibile, facendola incomprensibile, una poesia che si parla addosso […]: sono loro che ti hanno allontanato dalla più sublime delle arti». Poi accenna, invece, ad alcuni poeti suoi amici (tra i quali io, modestamente) «che si occupano di scrittura, di lettura, di cinema, di musica, di pittura, di teatro, e che tentano, tramite la restituzione orale, un riavvicinamento tra il testo scritto e chi lo legge. Spero tanto che andrai a cercarteli questi poeti, procùrati i libri che hanno scritto, valli a vedere dal vivo. Forse non ti ricrederai, ma capirai» dice infine «che quando si parla di ‘poesia morta’ sono tutte stronzate». In ciò ha ragione Carrino? o la poesia oggi è piú morta che viva?

J come Jamme a Capua a veré ’a presentazione. L’altra volta a Capua, intanto, con Moresco già parlammo dela vacuità dell’argomentare sulla morte della letteratura, del romanzo ecc. C’era anche la Amarelli. È rimasta soddisfatta di Moresco? Forse non del fatto che ci scordammo di avviare un dibattito. Ella gli faccia una domanda adesso!

K come K.O. Le presentazioni di poesia risultano spesso noiose, fin per gli stessi poeti; non si capisce niente, e ci si addorme. Nevvero?

L come Lungimiranza. E per la presentazione delle Nopizie ha scelto Palasciano per essere sicura di non annoiarsi? La prossima volta a chi altri gradirebbe abbinarsi, per esempio?

M come Maggiore. Chi è il piú grande poeta italiano vivente?

N come Nomina nuda tenemus. Quanto invece agli autori scomparsi, del passato recente o remoto, quali piú ama? Quali i suoi modelli?

O come Opere. Fuorigioco (forse ormai fuori catalogo) e le Nopizie: evoluzione da un libro all’altro.

P come Personaggi. La forma del poemetto: 26 micro-monologhi, di personaggi diversi, ognuno levante il suo canto-racconto. La poesia narrativa vs il piattume della sola lirica, ormai terra desolata.

Q come Querimonia. Le Nopizie sono la cronaca di una…? Sconfitta. E in che senso?

R come Rivincita. Ma le vinte hanno lo sguardo piú franco. La scelta della figura della Pizia come sguardo eccentrico.

S come Sapere. Il rapporto sapere/potere.

T come Tono. Il rapporto sacro/profano, e tonalità (poetiche) alte/basse, che qui si rintracciano e rintrecciano.

U come Uroboro. Il tempo del mito: un eterno presente, e al tempo stesso un tempo ciclico (aiòn). Di riflesso, questo poemetto «centra uno degli aspetti della migliore poesia», dice Lucini nella prefazione: cioè si sottrae «al tempo» (al chronos) «per rivolgersi a un’umanità in senso olistico».

V come la Virtú che sta nel mezzo. Le Nopizie è opera singolare per la sua equidistanza «sia da uno svilito lirismo all’italiana che tocca le corde dei buoni sentimenti, sia da quella vena glaciale e ironicamente amara che caratterizza certo concettismo». Come fa la Amarelli a conservare un tale equilibrio, nel suo personalissimo percorso artistico?

W come Weltanschauung. E il percorso spirituale? La sua visione del mondo, filosofica o mitico-religiosa che sia.

X come mister X. Quanto al suo compagno ideale, per dirne una: amando il mito, le piacerebbe che l’amato avesse un nome di eroe o semidio greco? Orfeo. Autore delle foto a illustrazione del poemetto, con licenza del Museo Archeologico di Napoli.

Y come Y pitagorica. Scegliamo una domanda tra due: «Politica: destra o sinistra?» oppure «Il bivio della sua vita, la grande scelta»; e rispondiamo.

Z come Zeppa. Per fare 26: c’è altro da dire in questo kairòs?

 

 

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postato da: viomarelli alle ore 16:08 | link | commenti (5)
categorie: reading, viola amarelli, marco palasciano
mercoledì, 21 ottobre 2009

Lucio Vasta- Noche Oscura

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Vi ho raccontato di quella volta, in mezzo al mare? ...Si, no ... in ogni modo andò così ...

Eravamo usciti dal porto nel pomeriggio, al solito orario, il mare era calmo, anzi calmissimo. Questo mi rincuorava un po’: forse non avrei vomitato.

Calammo il palamito, con le solite esche, sgombri puzzolenti scongelati. Intanto si fece quasi sera, faceva caldo; era estate e in estate i tramonti sul mare sono quasi sempre banali, il sole scende, diventa rosso e piano piano scompare. C’è un istante però anche in estate, quando il sole ha attraversato la soglia e sta per scomparire che la luce rossa si rischiara e si diffonde stranamente. E’ come se il giorno non volesse lasciare il posto alla notte e si aggrappasse al cielo, per trattenersi ancora un momento, per salutarla. In quel momento il tempo sembra rallentare come per facilitare quell’incontro, ma sono solo sensazioni, sappiamo bene che il moto rotativo della terra è praticamente costante. Anche quella sera fu così ed il mare calmo, calmissimo. Notte di luna nuova. Quando gli ultimi riflessi di luce scompaiono definitivamente il mare si fa nero e il buio è padrone del mondo. Non si riesce più a distinguere in lontananza la linea che separa il cielo dal mare, non c’è più un orizzonte. Lontani dalla costa tutto è buio e pare di essere sospesi nel nulla. Se il mare è calmo, calmissimo, come quella volta, tutto questo sentire è amplificato e si deve presentare ricorso agli altri sensi perché la vista non ti aiuta più, a percepire il tutto. E’ il tuo stesso peso, i piedi sul ponte a ricordarti che c’è il solido. Ma se pensi a tutti quei mille, duemila metri di acqua nera oltre lo scafo, e tu su questo pezzettino di legno, in mezzo al nulla ... Pochi momenti, poi gli occhi si abituano e sfruttano la luce debole delle stelle, allora percepisci che in realtà il buio non è mai così buio.

Mangiai la mia solita scatoletta di tonno sott’olio. C’è da ridere a pensare ad un pescatore che mangia tonno in scatola, ma così è. Un sorso di caffè direttamente dal termos e poi una sigaretta. Mi coricai sul ponte, sopra un telone e fumando guardai il cielo.

Normalmente nelle notti di calma piatta, bonaccia scarfetuta, bonaccia marcia, putrescente, l’aria è densa e una sottile foschia avvolge ogni cosa. Quella notte, invece, una leggerissima brezza manteneva tutto terso, frizzante. Non mi mai più accaduta una tale situazione. Il cielo senza luna era un’infinita miriade di stelle, così tante e luminose da rendere quasi impossibile distinguerle e raggrupparle nelle forme tramandate. Per sfida ci provai, ecco quello è il Gran Carro, quella la Polare e dunque dov’è l’aquilone? Sì eccolo, eccolo ... Dietro l’infinità di stelle si vedeva una larga striscia di luce che attraversava il cielo da un orizzonte all’altro, la Via Lattea. All’improvviso fu come se il cielo buio, le stelle e la Via Lattea gravassero sul mio corpo disteso. Fu come se mi trovassi, schiacciato tra le due superfici sovrapposte di un’enorme pressa. Sopra l’universo e sotto il mare.

Ricordo con estrema precisione la sensazione di paura, e dovetti distogliere allora lo sguardo, ora il pensiero.

Poi, un giorno, rividi un quadro: L’Urlo. E lo compresi.

Non ricordo se quella notte catturammo qualche pescespada o no, a sedici anni, quelli erano dettagli trascurabili. Ero lì perché dovevo esserci, ma speravo sempre nelle perturbazioni ed il tempo cattivo, u malu tempu, così da poter andare con i miei amici in cerca di tedesche, a Diano Marina. L’eros di bassa lega vinceva le battaglie sul SEIN, a quell’epoca, e per dirla tutta non c’era neanche scontro.

 


postato da: viomarelli alle ore 15:24 | link | commenti (2)
categorie: speculazioni, lucio vasta
lunedì, 19 ottobre 2009

Marco Mazzi - Seeing and Knowing: The Naturalization Of Vision

marco mazzi

Curatore: Lorenzo Carlucci

Inaugurazione: martedì 6 ottobre 2009, ore 19.00
Periodo: 6 - 28 ottobre 2009

MLAC
Piazzale Aldo Moro 5
00185 Roma

Orari: Lun - Ven ore 14:00 – 19:00
Tel. +39.06.49910653
Fax +39.06.49910365
www.luxflux.net
muslab@uniroma1.it

La mostra presenta tre film: Cycle of Judah videotapes, Tokyo Gnosis e Convalescence. Cycle of Judah videotapes è l’esito di un lungo lavoro iniziato come riscrittura per immagini del poemetto Ciclo di Giuda di Lorenzo Carlucci (in Ciclo di Giuda e altre poesie, ed. L’Arcolaio, 2008). Il risultato è una narrazione epurata che ci porta da una stamperia a una pista d’atterraggio, seguendo i gesti e gli sguardi di interlocutori silenziosi. Tokyo Gnosis è un documentario girato a Tokyo, in gran parte presso lo Yoyogi Park. La macchina è ferma e ritrae i frequentatori del parco, gruppi di giovani, famiglie, coppie di amanti. Convalescence (fotografia di Diego Cossentino) è un breve lavoro ispirato al testo Sonno nel prato di Lorenzo Carlucci. A differenza dei primi due è un lavoro con attori e sceneggiatura in cui si mostra un gruppo di giovani amici che discorre in un prato.

Il lavoro visivo di Marco Mazzi è teso a superare le barriere tra fotografia, installazione, film d’arte e film d’autore. Mazzi lavora di preferenza con soggetti casuali e inconsapevoli, filmando dal vivo, ma senza che ciò comporti un abbandono della composizione. La composizione avviene in tempo reale. È una composizione i cui elementi sono i dati del mondo, indipendenti dalla intenzionalità dell’autore. È una composizione che esplora il confine tra il vedere e il conoscere, tra la struttura (naturale) della percezione visiva e la struttura (culturale) del pensiero. L’oggetto dell’obiettivo di Mazzi non è uno “stato di cose” delimitato nel tempo e nello spazio, ma il “mondo come totalità” quale ci è dato nell’immediatezza della visione cosciente.

Nei lavori presentati in questa mostra Mazzi declina il suo originale “realismo trascendentale” nel senso di una “naturalizzazione” dello sguardo artistico. Mazzi offre immagini in cui si possano specchiare lo sguardo dell’artista e quello dello spettatore, entrambi resi capaci di attingere al mondo. La scommessa di Mazzi è di produrre l’intima tensione dell’individuo davanti al mondo come totalità dinamica e sintetica offerta (d)allo sguardo e (d)alla coscienza.

Marco Mazzi (Firenze, 1980) vive e lavora a Firenze e Tokyo. Ha esposto presso il Watari Museum of Contemporary Art di Tokyo, la Galleria Marella (Beijing) e la Galleria Daniele Ugolini (Firenze). www.marcomazzi.net

L’evento fa parte del ciclo espositivo del MLAC diretto da Simonetta Lux e curato da Domenico Scudero, realizzato con il contributo della Regione Lazio per la ricerca “Applicazione nuove tecnologie multimediali arte contemporanea” e con il sostegno della Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università La Sapienza.


postato da: viomarelli alle ore 17:26 | link | commenti
categorie: segnalazione, lorenzo carlucci, marco mazzi, marco mazzi
mercoledì, 14 ottobre 2009

Ricevo e volentieri pubblico

Artigiano_africano 

 

LA VITA IN PROSA

Concorso Nazionale di Narrativa

Prima edizione, 2009

 

 

NORME DI PARTECIPAZIONE 

 

 

Il Concorso prevede la selezione di scritti inediti in prosa (racconti, lettere, considerazioni, brani di diario e qualsiasi altro testo creativo scritto in prosa). I Vincitori saranno pubblicati gratuitamente da puntoacapo Editrice, www.puntoacapo-editrice.com .

 

I testi migliori saranno inoltre inseriti periodicamente nella rivista DEDALUS: corsi, concorsi, testi e contesti di volo letterario, www.ivanomugnaini.splinder.com. Nel sito DEDALUS sono presenti, preceduti da un commento introduttivo, liriche, prose e interventi critici di alcune delle voci più significative del panorama letterario contemporaneo. Sono stati pubblicati, tra gli altri, Antonella Anedda, Alberto Bertoni, Biagio Cepollaro, Maura Del Serra, Gabriela Fantato, Anna Maria Farabbi, Anna Maria Ferramosca, Mauro Ferrari, Luigi Fontanella, Alessandra Paganardi, Alessandro Polcri,  Maria Pia Quintavalla, Massimo Scrignoli, Valeria Serofilli, Antonio Spagnuolo, Paolo Valesio, Viola Amarelli, e molti altri. Per una visione completa degli autori pubblicati, tutti degni di una menzione che per ragioni di spazio non è possibile proporre qui, si consiglia di visionare direttamente il sito www.ivanomugnaini.splinder.com ).

 

La Giuria, composta da Ivano Mugnaini (scrittore, direttore della collana di narrativa di puntoacapo Editrice), Mauro Ferrari (poeta, critico, direttore editoriale di puntocapo Editrice), Valeria Serofilli (scrittrice, presidente del Premio Astrolabio), Alessandra Paganardi (scrittrice, collaboratrice di riviste letterarie nazionali), Daniela Raimondi (poeta e scrittrice), Alessandro Polcri (poeta e scrittore, Professore alla Fordham University di New York) e Viola Amarelli (poeta e critico), valuterà tutti gli scritti pervenuti e  proporrà infine a puntoacapo Editrice una rosa di massimo dieci lavori Finalisti, tra cui tre Vincitori. Puntoacapo pubblicherà gratuitamente le tre plaquette vincitrici, riservandosi di proporre una pubblicazione agli Autori Finalisti e Vincitori di particolare interesse editoriale.

 

 


postato da: viomarelli alle ore 17:26 | link | commenti
categorie: segnalazione, ivano mugnaini, puntoacapoeditrice
domenica, 11 ottobre 2009

Napoli, giovedì 22 ottobre: le Pizie

Napoli, 22 ottobre, ore 20

Libreria Treves, Piazza Plebiscito

il Centro di Poesia, l'Accademia Palasciania, la Libreria Treves

presentano

Donne sull'orlo dell'oracolo:
la lingua tra mito e storia

NOTIZIE DALLA PIZIA (Lietocolle,2009)
di Viola Amarelli

impaginazione-COPERTINA

Introduzione di Antonio Cuccurullo

Guida magistralis, letture e impossibili silenzi di Marco Palasciano

“In un poemetto polifonico le voci delle sacerdotesse indagano l’intreccio tra sacro e profano, sapere e potere, alternando toni ironici a timbri sapienziali in uno splendente corpo a corpo tra mito,  storia e lingua: una Spoon River dove si affaccia Marziale”



postato da: viomarelli alle ore 21:02 | link | commenti (2)
categorie: segnalazione, evento, viola amarelli, marco palasciano
sabato, 10 ottobre 2009

Ancora

rosso


Mettetemi il vestito rosso

E poi alla terra morbida una fossa

Ch’io rinasca verme e insieme mosca

Magari campanula o cicoria

E questo è tutto senza tante storie,

Così da morta ancora serva alla vita.


postato da: viomarelli alle ore 07:00 | link | commenti (2)
categorie: inedito, viola amarelli
martedì, 06 ottobre 2009

Scrittura femmina: Patrizia Valduga

valduga 


Vieni, entra e coglimi, saggiami provami...

comprimimi discioglimi tormentami...

infiammami programmami rinnovami.

Accelera... rallenta... disorientami.

 

Cuocimi bollimi addentami... covami.

Poi fondimi e confondimi... spaventami...

nuocimi, perdimi e trovami, giovami.

Scovami... ardimi bruciami arroventami.

 

Stringimi e allentami, calami e aumentami.

Domani, sgominami poi sgomentami...

dissociami divorami... comprovami.

 

Legami annegami e infine annientami.

Addormentami e ancora entra... riprovami.

Incoronami. Eternami. Inargentami.

 

da Medicamenta

 


postato da: viomarelli alle ore 18:39 | link | commenti
categorie: patrizia valduga
sabato, 03 ottobre 2009

Sia lode alla tua vita Marek, grazie da tutti noi

edelmann
Marek Edelman, nato nel 1921 a Varsavia è morto a 90 anni nella sua Polonia.
Da ragazzo fece parte del movimento giovanile del BUND il partito socialista dei lavoratori ebraici e durante la vita del Ghetto di Varsavia operò clandestinamente nel gruppo di resistenza organizzato dalla sua organizzazione. Successivamente, quando venne costituita la ZOB e Mordechai Anielewicz ne divenne il comandante, si unì ad essa guidando le squadre di combattimento del BUND.
Durante i combattimenti che si svolsero tra l’aprile e il maggio 1943 nel Ghetto di Varsavia, Edelman fu il difensore della cosiddettà “Fabbrica di spazzole”.
Nei duri combattimenti che si svolsero nelle quattro settimane di resistenza del Ghetto Edelman si distinse per determinazione e coraggio.
Caduta la fabbrica di spazzole nelle mani dei nazisti guidati da Jurgen Stroop, si ritirò nel bunker di via Franciszkanska 30. Qui assediato dalle SS riuscì a resistere per diversi giorni e a sottrarsi alla cattura. Raggiunto il bunker di via Mila 18 dove si trovava Anielewicz ne scoprì la morte e decise di fuggire dal Ghetto con i suoi uomini. Dopo la fuga - avvenuta il 10 maggio - si nascose nella parte “ariana” di Varsavia. Mantenne unita ciò che rimaneva della ZOB e con i suoi uomini partecipò alla rivolta di Varsavia che scoppiò nell’agosto 1944. Dopo la guerra studiò medicina e divenne cardiologo. Non emigrò mai in Israele rimanendo fermo nelle sue idee non-sioniste. Nel 1980 prese parte al movimento “Solidarnosc” che lottava contro la dittatura del governo comunista polacco.
Divenuto dirigente di Solidarnosc venne imprigionato dal governo del generale Jaruselzski.partecipando poi alla Tavola rotonda, il negoziato del 1989 tra Solidarnosc e la giunta militare-comunista del generale Wojciech Jaruzelski. Fu uno degli artefici dell´idea che scaturì da quel Tavolo: la trattativa per una transizione non violenta dal socialismo reale alla democrazia, sull´esempio della Spagna dopo la morte di Franco.
E’ stato autore di bellissimi libri di memorie sulla resistenza nel Ghetto di Varsavia

postato da: viomarelli alle ore 17:40 | link | commenti (4)
categorie: marek edelman
venerdì, 02 ottobre 2009

Antonio Moresco: Canti del caos a Capua

anto




I classici del domani sono quegli autori destinati già da oggi, con evidenza devastante, a esserlo; e non è di tutti i giorni poterne incontrarne qualcuno dal vivo. Ma ecco: venerdí 9 ottobre 2009, alle ore 18.30, si terrà nel casertano, a Capua, un incontro da ricordare. Cooperativa culturale Capuanova, Accademia Palasciania e Librerie Uthòpia presentano l’evento, intitolato per esteso Poesia e pornografia, feti e pianeti, / sogno e commedia, mostri e metafisica, / Dio e il papa, merda e luce, amore e strage: / Antonio Moresco e il suo romanzo-mondo «Canti del caos». Sul palco pianofortato della sala grande di Palazzo Fazio (Capua, via Seminario), la persona di Antonio Moresco, umile e alta piú che ogni altra anima scrittoria dell’Italia contemporanea, sarà accolta dal fiore della comunità artistica e culturale del casertano e da un pubblico che si spera vario e vasto. Sarà Marco Palasciano, presidente dell’Accademia Palasciania, a introdurre e a interloquire con l’autore di Canti del caos e l’attore Ciro Carlo Fico, che ne ha inscenata una potente riduzione teatrale e che per l’occasione reciterà pezzi del libro. Con l’avvertenza che, a qualche passata presentazione, per la vivezza e sostanza di alcune descrizioni (infernali o edeniche che fossero) c’è stato finanche qualche svenimento in sala.


postato da: viomarelli alle ore 19:55 | link | commenti (4)
categorie: segnalazione, antonio moresco, marco palasciano