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Utente: viomarelli
Nome: viola amarelli
sono, semplicemente, sono ed è un incanto

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mercoledì, 30 settembre 2009

Caproni su Campana

franz marc

Batteva

                                            (Omaggio a Dino Campana)

 

 Batteva il nome (proprio

lo batteva, come

si batte una moneta) e il conio

(ma quello ostinatamente

batteva) il senso

(il valore) nel vento

(nel soffio di pandemonio

su Oregina)  a strappare

si perdeva col mare

d’alluminio – col morto

fumo della ciminiera

della cisterna, nel lampo

fermo che fermo scuoteva

la lamiera – che ancòra,

quello, ostinatamente

batteva (e batteva) (come

si batte una medaglia) nel nome

vuoto che si perdeva

nel vento che, Quello, batteva.

 

Giorgio Caproni da “Il muro della terra”, 1975


postato da: viomarelli alle ore 17:33 | link | commenti (1)
categorie: dino campana, giorgio caproni
sabato, 26 settembre 2009

Sul corpo

david-di-michelangelo
Ricorda che il corpo

è come la schiuma del mare, un miraggio

................................................................

ricordalo, e passa oltre la morte


da "Dhammapada per la contemplazione"

postato da: viomarelli alle ore 11:00 | link | commenti
categorie: poetica, mistica
lunedì, 21 settembre 2009

A' rebours

Cesar_Vallejo_1

César Vallejo

Massa

Finita la battaglia

e morto il combattente, a lui venne un uomo

e disse: “Non morire, ti amo tanto”. 

Ahi, ma il cadavere seguitò a morire.

In due si avvicinarono e insistevano:

“Non lasciarci. Coraggio. Torna in vita”.

Ahi, ma il cadavere seguitò a morire.

 


postato da: viomarelli alle ore 17:42 | link | commenti
categorie: césar vallejo
venerdì, 18 settembre 2009

Silenzi

kounellis bis

 

La folla di parole:

o
ttantaquattromila i grovigli tra passioni

da cui, per cui, onde

i  triliardi di risuoni,  resse di annata

ormai soffi d’aria sporca, fuliggine

che si attacca nei cervelli. Autistico

rimbomba nel diniego il ragazzino strambo e nei capelli

ricci genetici risalgono i ricordi

                                                apparteneva è d’un altro mondo,

sordo e muto. Siamo vivi.


postato da: viomarelli alle ore 08:41 | link | commenti (5)
categorie: inedito, viola amarelli
lunedì, 14 settembre 2009

Scrittura femmina: Patrizia Cavalli

patrizia cavalli

Di essere ormai adulta l'ho capito

da come la notte vado al gabinetto.

Sicura di tornare al grande caldo, prima

era un'interruzione quasi a occhi chiusi,

veloce e trasognata. Ora è un viaggio lento

e freddo, staccato dal sonno, dove guardo

sapendo di guardare le stesse mattonelle

lo stesso muro screpolato, lo stesso secchio

lasciato in mezzo al corridoio,

e confusa nell'estatico disordine

riconosco il percorso in un codice

di piccoli sussulti finché mi riconsegno

a un tiepido torpore castigato.

da "Poesie", Einaudi, 1999

Sul corpo delle donne, e non


postato da: viomarelli alle ore 16:58 | link | commenti (6)
categorie: politica, poetica, patrizia cavalli
giovedì, 10 settembre 2009

David Foster Wallace (1962-2008)

dfw

 

Ed ecco che il garbato vecchio medico di campagna consegna all’uomo e alla donna un centinaio di piccole fiale di una certa medicina antipianto molto rara e di difficile preparazione, scorta necessariamente ingente per via della scomodità e della lunghezza del viaggio dalla loro baita sperduta nei boschi sino al minuscolo ospedale sperduto nei boschi, e promette loro che finché ai due bambini verrà somministrata una fiala di medicinale ogniqualvolta siano o sembrino  sul punto di piangere , così stroncando sul nascere il pianto e prevenendo le crisi epilettiche, la loro incolumità sarà garantita, e ovviamente i genitori sono sì ancora preoccupatissimi ma anche abbastanza sollevati nell’apprendere che quantomeno si tratti di una patologia curabile, e tuttavia la tensione del momento fa sempre più riaffiorare i loro vecchi problemi emotivi, sicché ecco che funestamente l’uomo ricomincia con  furori irragionevoli, stavolta diretti contro l’universo da lui ritenuto colpevole i avergli dato due figli che hanno crisi epilettiche ogni volta che piangono, nonché responsabile dell’inevitabilmente esorbitante prezzo che gli tocca pagare per la rara e di difficile preparazione medicina antipianto, e che altrettanto funestamente la donna ricomincia con gli sbadigli  poi pretende una sosta un una minuscola bottega sperduta nei boschi dove indugia  a fare incetta di praticamente qualsiasi tipo di schifezza commestibile trovi esposta sugli scaffali, il che chiaramente fa incazzare come una bestia l’uomo anche perché la donna ha già messo su un bel pò di chili di troppo, pur rimanendo ancora molto graziosa, e la di lui incazzatura rende lei ancora più triste e assonnata e affamata, e così via in quello che vediamo avere tutto il potenziale per trasformarsi in un tragico circolo vizioso.

da "La scopa del sistema", Einaudi, 2008

"La scopa del sistema" fu il romanzo di esordio di Foster Wallace scritto a ventiquattro anni, nel 1987


postato da: viomarelli alle ore 17:59 | link | commenti (5)
categorie: david foster wallace
domenica, 06 settembre 2009

Minimalia

vento

l’alito, il soffio

tengono in piedi il mondo

che crea e dissipa

l’ogni cosa vento

 

……….

 

c’erano state oscurità, implosioni,

bagliori di sé a sé

ecco,  il dolore,

noi corremmo altrove

 

………….

 

motiglio di pretese le mie e le altrui

e allora al folto dei  noccioli

sandali in acqua,  la polvere scomparsa

 

 ………….

                        

il trionfo resta il papavero

incurante di ruggine

rigoglio

di tra le traversine abbandonate

 

………….

 

maraviglia di veglia violaciocca,

giallo cobalto, che nessuno tocca.

 

………….

 

 

buchi nell'acqua
i giorni, i corpi, gli incontri
liscia si espande inafferabile
la mente

 

………….

 

la memoria attardata di
erezione le si appiglia
trofeo polveroso
che si sfalda mentre esonda l'apertura

                             

 ………….                 

 

foglie, stelle, conchiglie

andando

mare, cieli, terre

al fondo delle cose

una scintilla

 

………….

            

limpidamente ridono le ciglia,

le unghie, i petali,

la pelle

 

………….

 

fuori è dentro senza centro

 

………….

 

vuoto sé

 

 

fare l’amore con l’oceano e il vento

tutta la vita riempie d’esultanza

nulla di più magnifico e splendente

nulla pari nell’agio della danza

nulla più che l’attimo l’eterno

 


postato da: viomarelli alle ore 10:53 | link | commenti (11)
categorie: inedito, viola amarelli
giovedì, 03 settembre 2009

Assunta Finiguerra (1946-2009)

assunta_finiguerra

Ije sò na poetessa zappatore

a terra è mamma mije, i vierme frate

me piace arà cu penziere tembe toste

e rriesce meglje de quanne mange pane

 

pò scave surche pe l’acqua chiuvuane

e nneste re vvite cu suapore a lune

e nde rasaniedde vuozze de sete

u vvasenicóle unzeppe a bandiere

 

e re carciòffele ndo cuande a sere

re apre o viende cume scostumuate

mendre re cepodde cunduanne o chiuande

sope a re mmane ca prèghene u ciele

 

“Sono una poetessa zappatora | la terra è mia madre, i vermi fratelli | mi piace arare col pensiero zolle dure | e riesco meglio di quando mangio pane || poi scavo solchi per l’acqua piovana | innesto le viti col sapore di luna | e nei ravanelli bozzoli di seta | il basilico inzeppo a bandiera || e i carciofi nel canto della sera | li apro al vento come spudorati | mentre le cipolle condanno al pianto | sopra le mani che pregano il cielo”.

Le sia la sua terra lucana lievissima 


postato da: viomarelli alle ore 18:46 | link | commenti (3)
categorie: assunta finiguerra
mercoledì, 02 settembre 2009

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

Berlusconi denunica le donne de l

autore: Sergio Staino

Evidentemente non è riuscito a trovare nessun straccio di "velina" o "informativa" scandalistica sulle giornaliste e scrittrici cui va tutta e incondizionata solidarietà.


postato da: viomarelli alle ore 16:53 | link | commenti (2)
categorie: politica