
un grazie a Francesco Forlani per il suo appassionato lavoro
da SUD 13
IRPINIA WAVE
TELEVISIONE
Livio Borriello
e ragazze di non è la rai, che esprimono la gioia primaria e profonda,
essenziale, pura, dell’apparire, del risuonare intorno, dell’emanarsi come
una vibrazione nelle altre coscienze e percezioni del mondo. sono pure
chiazze e aggregazioni di colori, sospese nel plasma dell’etere e della
cosiddetta sfera comunicativa, cosa si può immaginare di più puro?
in questo programma che si vede sulla superficie della televisione si vedono
molti colori e linee (in realtà formate da puntini) e, fatto ancora più
straordinario, questi colori si muovono. questo perché si muovono le
ragazze di boncompagni – ambra soprattutto – che stanno a roma o a milano e con
loro come uno sciame le loro immagini. molto brava è anche pamela che canta con
una vera personalità, e una certa ragazza che si mette sempre la testa fra
le mani, ma sbarazzinamente. spegnendo il televisore, le ragazze non si
vedono più, da che prima si vedevano. se uno trasporta il televisore,
fuori dal libro
era una donna leggera, leggera nel senso del vento, dei pollini
e delle ciglia degli occhi.
era una donna radiosa, che quando non era ingrigita o avvilita
dalla coscienza del tempo, portava l’entusiasmo.
non si tirava indietro davanti a nessuna fatica e nessun dolore.
la sua bellezza fu solo il segno esatto di questa sua gentile forza.
che dell’infinito estendersi del tempo,abbia abitato solo pochi anni, fu un caso.
questo ci è dato, impadronirci per un istante del mondo, e poi restituirlo nella palma aperta.
|
|
Il Panda
2
|
Felicemente nominava pesci rossi morti da decenni,
cagne dagli occhi fondo miele, gatte sfiancate in silenziosi parti.
Le code, le code, insisteva, le bandierine che segnano la vita,
vibrisse di muscoli e guaine, festanti tra l’erba, i ciottoli e il canale,
felicemente rapita tra ragni e lucertole, ignorando sovrana ogni essere umano,
non un figlio, un nipote, un vecchio amore
scomparsi nel diluvio di cellule e codici a barre arrugginite
resta l’estate, scialo di cicale.

La maggior parte dei richiedenti protezione arriva da Nigeria, Somalia, Eritrea, Afghanistan e Costa D'Avorio (Ansa)
Qui, Marco Rovelli:
Antonio Porta: il progetto infinito
Convegno internazionale
Biblioteca dell’Archiginnasio - Sala dello Stabat Mater
Librerie Coop - Ambasciatori
Bologna
giovedì 14 - venerdì 15 maggio 2009
Antonio Porta: il progetto infinito. Il Convegno internazionale organizzato dal Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e Rapporti con l’Università, esplora il percorso di ricerca e di scrittura di Antonio Porta (nato a Vicenza nel 1935 e repentinamente scomparso a Roma vent’anni fa, il 12 aprile 1989): poeta, narratore, autore di teatro, saggista, organizzatore culturale. A partire dalla stagione della Neoavanguardia dei primi anni Sessanta sino agli inoltrati anni Ottanta, Antonio Porta non si è «mai appagato di una forma», come egli stesso ha scritto commentando i propri versi, ma ha cercato di «provocarne» molte, con l’intenzione sempre viva di fare, comunicare e promuovere poesia.
Al Convegno partecipano alcune tra le voci poetiche più significative del nostro presente: Nanni Balestrini, Jolanda Insana, Edoardo Sanguineti, Andrea Zanzotto. Dal pomeriggio del 14 maggio all’intera giornata del 15, si ripercorrerà la multiforme esperienza poetica e culturale di Antonio Porta, con il contributo di studiosi italiani e stranieri (da Jean-Pierre Faye a Stefano Agosti ad Andrea Cortellessa), di critici militanti che l’hanno accompagnato fino dagli esordi (Renato Barilli, Fausto Curi), di traduttori e di nuovi interpreti che ne misurano l’incidenza, l’attualità, la capacità di comunicare con il presente.

Due recensioni a "Notizie dalla Pizia" di
- Nadia Agustoni qui: http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/05/04/donne-oracolo/
- Francesco Tomada qui: http://www.alleo.it/content/viola-amarelli-notizie-dalla-pizia
Un e-book su scrittura e scrittori curato da Maria Pina Ciancio qui:
http://lucaniart.wordpress.com/2009/04/29/pdf-quaderno-1-scrittori-scrittura/
VIOLA
I
Gli orfani
Occorre ritrovarsi. Su questo bagnasciuga
reticolato. Dentro queste macchie
di acquerelli e pixel. Nel cielo
sfibrato. Occorre comunque ritrovarsi.
L'immagine è sfocata. Un'ombra
accartocciata ai piedi del mare.
(Non lo so neanch'io, no: non lo so...).
Sulla battigia desolata
gli uomini in fuga cercano un rifugio
e i deboli un lungo sonno.
Così come orfani del mondo
incatenati nella febbre a vita
del giorno: è così, sì, va bene...
Ma sebbene le tubature siano molte
e la sorgente unica
l'origine, Giulia, è dentro l'assedio.

L’ORECCHINO
La luna a specchio
e tenero l’orecchino al lato
destro
con il perno di fiamma…
Oh la vaghezza dell’avverti-
mento
che a mentire s’impara, inventando, se l’orecchio
sinistro
rimasto è in dubbio che non sia diletto splendere
nella luce della Luna.
Se siamo belli, tutto ci è permesso.
Altri testi di Maria Grazia Lenisa ospitati da Francesco Marotta nel ricordo di Nadia Agustoni qui: