
Foto da: Vittorio Arrigoni
Grazie al dolore,
alla disfatta
della coscienza,
grazie alla deflagrazione
dell'orrore,
grazie al flash
del silenzio muto
che nel buio
di ognuno di noi
ha smarrito la ragione.

Ho servito più padroni nella mia vita
in cuor mio li ho sempre disprezzati
perché un padrone pretende l'amore
del servo e lo umilia, lo blandisce
si prostituisce
a lui per spremerne il meglio
succo e quando l'ha ridotto

L’Istituto Lama Tzong Khapa presso Pomaia (PI) è uno dei più grandi e più attivi centri di Buddhismo tibetano della tradizione Ghelug in occidente. Fondato nel 1977 da Lama Thubten Yesce e Lama Zopa Rinpoche, è membro della Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana (FPMT) e dell’Unione Buddhista Italiana (UBI). È particolarmente conosciuto e apprezzato per il valore dei suoi maestri, sia residenti sia ospiti, così come per i suoi articolati corsi di studio. Il loro unico scopo è favorire una profonda trasformazione della persona, che porti al loro più elevato grado di sviluppo le qualità umane dell’amore, della compassione e della saggezza, fino allo stato della perfetta illuminazione, la buddhità o stato di buddha.
Un incendio ha pressochè distrutto la sede dell'Istituto, comportando anche la perdita di preziose statue, tanka e manoscritti tibetani.
Chiunque volesse adoperarsi per la ricostruzione del centro può effettuare un versamento su queste coordinate bancarie:
Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, Filiale di Rosignano Marittima
IBAN - IT21-A-06200-25100-000000000048
causale "Ricostruzione del Gompa"
Ogni altra iniziativa di solidarietà e di aiuto concreto potrà essere concordata con la Direzione dell'Istituto Lama Tzong Khapa al n. 050 685654
Che tutto sia propizio, nel dharma.

Ah, la fuscella di ricotta ricca
trabocca nelle mani del ragazzo
a quelle del garzone sussiegoso in
un cortile ingombro di dovizie,
folla di pietre balconi e
finestrelle, una collina sinuosa

Nel catalogo della mostra compaiono anche alcune recensioni, tra le quali riporto la mia, con tanti complimenti e auguri a Lucio:

Foto di Alessandro Maria Nacar
Da ANALOGO IN VERSI
DI UN QUARTETTO
DI MARCO PALUMBO
PER CLARINETTO, FAGOTTO,
VIOLINO E PIANOFORTE
(2007)
3. Allegro con spirito
Come formiche intorno a un bruco morto
s’accalcan le comari,
scalcian come somari
per un posto piú avanti, a veder meglio
l’inguardabile.
Amor, dolce mia molla,
vedi, ogni tegumento mi si scolla.
Te franto, mi sfracello, uccello in schianto.
Ahi, che laboratorio di Mengele
è la vita. Ma adesso che è finita
questa guerra, sia festa. Un Carnevale.

Auguri a Mirko e all'editore
“SEMPRE SOFFIAVA il vento e sempre faceva buio
e sempre la voce lontana arrivava ai suoi orecchi: “ una
vita intera”… “una vita intera…”.
Sul muro di fronte le ombre degli alberi danzavano come
su uno schermo.”
Odisseas Elitis; Diario di un invisibile aprile
Sul tavolo c’è un accumulo di libri e riviste. In Diario n. 14/15 leggo un racconto di Tom McCarthy su Patricia Hearst “ la ragazza che rappresenta l’America”. Le suggestive righe finali rievocano la morte, tra fuoco e colpi di fucile, del commando dei simbionesi che la rapì e di cui lei entrò a far parte. Con loro, come è noto,
Tom McCarthy a distanza di decenni la immortala come sogno erotico in diversi punti della narrazione: “ Vedo gli occhi che le brillano come braci mentre posa con un mitragliatore davanti al simbolo egizio dipinto sul muro: la dea-cobra dalle sette teste, Signora delle Fiamme Divoratrici, Wadjet l’invincibile, la cui presenza fa brillare la malachite, colei che vive secondo la propria volontà […]” ecc. ecc.
Per McCarthy, Patricia Hearst è soprattutto la ragazza wasp nascosta in un motel, che guardando “l’apocalisse” sullo schermo, guardando gli altri morire come in un film, “rappresenta l’America”. Lo scrittore vorrebbe scoparsi questa America nel suo simbolo di ereditiera e compagna Tanya, dea-cobra e signora delle armi, Antigone “dai riti dark” e Molly Bloom “sanguinante sul letto”.
Gelo di mani, ghiaccio delle dita
colori impreziositi delle lettere
fiori che nascono gloriosi
tra la tonaca ruvida, segnature
di altissime spirali gonfiano onciali
le gocce lente della foglia d’oro,
fuori l’inverno della guerra
nell’inferno umano, fame,
lì la poca cosa, l’unica che
gli riesce di salvare,
solo ma tutte, tutte, le parole.