
La fotografia non oggettiva niente, non prova niente. “La sola oggettività – e sono le uniche responsabilità che mi sono sempre imposto – è di essere onesti verso se stessi e il proprio soggetto. La verità in sé non esiste, è sempre un rapporto. Non si devono stabilire che rapporti. Rapporti estremamente complicati, complessi. La poesia è un rapporto e, con la pittura e l’amore, è la sola cosa importante”(H.C.B.) – ( J.P. Montier – Henri Cartier-Bresson Lo zen e la fotografia)

Su "Nazione Indiana" (qui:http://www.nazioneindiana.com/2008/11/28/%e2%99%ab-dei-poeti-le-voci-2-viola-amarelli/) un post sonoro dove leggo alcune ballate.
Grata a Sant'Orsola Puecher per aver miracolosamente ripulito e amorevolmente curato voce e testi.

Sulla rivista "Sinestesie" (on-line qui: http://www.rivistasinestesie.it/) una recensione a "Fuorigioco" di Ivano Mugnaini che ringrazio per la preziosa attenzione unitamente a Domenico Cipriano curatore della rivista.
***
E' uscita l'antologia "Versi per il Formicoso" con i testi del reading a sostegno della salvaguardia dell'altipiano; tra le altre, poesie di Arminio, Amarelli, Calabrese e Cipriano; on-line disponibile qui la bozza in pdf :comunitaprovvisoria.wordpress.com/ ; grazie a Paolo Saggese e agli "autori comunitari".
***
Ringrazio Abele Longo per l'ospitalità offerta a una mia ballata sul blog neobar.splinder.com/
Autobiografia di gruppo, canzoniere al rovescio, “Beatrice, My heart is full of troubles” è un lungo omaggio di amore a Kerouac e Miller, a Chandler e Ginsberg, a Dante e Camus, un laico diario di bordo dove maschere e icone si susseguono e mescolano a dar conto del fallimento del vivere.
La cronistoria di un amore finito sin dall’inizio è pretesto per la ricognizione di strade percorse o inventate, di orizzonti che, disegnati, sono sempre alle spalle, in un tempo sospeso e perenne di finitezza che erode il qui-ora di un autore anch’esso fittizio.
La donna amata, normalmente sposata ad un altro, è una Beatrice (e non a caso non Laura) impari al compito di una salvezza, impossibile perché al fondo rifiutata dal protagonista. Un rosario di giorni opachi, sigarette, stanze sfatte e citazioni sfinite, bilanci in perdita come in un libro hard-boiled è la trama reale del testo, il tutto talmente esibito da diventare pura maschera e paradigma di un’intera generazione. Ne sono indizi evidenti la scelta autoriale di Luther Blisset e i contributi critici inseriti a postfazione nel libro, commentari di una storia collettiva minoritaria ma costantemente tenace.
[ Improvvisazioni su “Acqua viva” di Clarice Lispector]
uno
“ sì, questa è la vita vista dalla vita”(*)
c’è un pensiero, no, è bellezza domenicale
una festa
il tempo è qui e là forse.
l’erba scivola nella luce, i prati aperti
a cominciare il cielo,
l’ acqua e se accade, la vita se accade ti accorgi
che non c’è altro di noi.

Cronopio – Buon giorno Signor Socrate, finalmente è arrivato ... La a spettavamo con ansia
Socrate – con chi? Cosa ? PARLA PIù FORTE !!!
Cronopio - DICEVO! ... BUON GIORNO ...
Socrate – Non so che giorno è oggi , io non so mai niente!
Cronopio – B U O N G I O R N O ! ! !
“Forse il dovere della poesia è quello d mantenere il linguaggio, un’invenzione così imperfetta e al tempo stesso così bella.
Si dice sempre e ovunque che non ci sono più poeti: si dice negli Stati Uniti, in Europa l’ho sentito dire tante volte, nel mio paese si dice sempre.
Ma forse ci sono, invece, invisibile per noi. Non li conosciamo, mentre pensiamo di conoscere quelli del passato.
Il fatto è che il tempo costruisce la sua antologia e non ha ancora elaborato l’antologia del presente.
Forse si conosceranno i poeti di oggi nel Ventunesimo secolo, ma non ora.
Siamo troppi, siamo sperduti, c’è troppa gente e non si può scegliere, mentre il tempo lo può fare, può raccogliere una buona antologia.
Le antologie di oggi non sono quindi troppo buone, evidentemente, ma senza dubbio la poesia esiste.
Forse in questo stesso momento c’è qualcuno che sta scrivendo il poema, il libro, il verso.
E questo è decisamente più importante.”
da Jorge Luis Borges “Testamento poetico letterario”, Giunti, 2004
Andrò all’isola di Citera,
a piedi, ovviamente,
salperò una sera di maggio,
leggero come una piuma,
là dove si racconta che la dea sia sorta
nuda dal mare –
salterò lo steccato del parco
proprio dove i lillà stanno fiorendo
e gli alberi sono febbricitanti di nuove foglie.
L’altalena che ho visto una volta in un quadro
è certo qui da qualche parte?
E così quella con una lunga veste bianca
con gli occhi bendati
che scende a tentoni per un tortuoso sentiero
tra le compagne mascherate
che indossano neri mantelli e stringono pugnali.
E’ tutto un sogno, miei cari,
dirò dopo che mi avranno svuotato le tasche.
Anche tu lo sei, amor mio,
che porti una lanterna cinese
e fuggi con il mio portafoglio
nell’oscurità in discesa.
da Charles Simic, Club Midnight, Adelphi 2008
Venerdì 14 novembre a Terzigno (Na) reading nelle ville vesuviane con i vini prodotti da Xeniart: infaticabile organizzatore Mario Apuzzo.