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Utente: viomarelli
Nome: viola amarelli
sono, semplicemente, sono ed è un incanto

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mercoledì, 30 luglio 2008

FLUXUS

fluxus

 

UBI FLUXUS IBI MOTUS

(Achille Bonito Oliva)


postato da: viomarelli alle ore 20:40 | link | commenti (2)
categorie: poetica, arte plastica
domenica, 27 luglio 2008

Tocco

Boetti-Tutto-88-89_em

 

Un trabocco toccoso spalma il mondo

al bel nulla, oh, la gioia, shh, non ridirlo

eppure dirlo dirlo

e bene dirlo,

miracoloso il merlo al becco giallo

nell’erba che saltella.

 


postato da: viomarelli alle ore 11:15 | link | commenti (2)
categorie: inedito, viola amarelli
venerdì, 25 luglio 2008

Dario Bellezza da

Bellezza

Che si spezzi il cuore

affidato ad un corpo

che vuole  e non vuole morire;

anzi disvuole volendo la morte

tacita e  notturna, in una stanza

nottivaga, libera da storie

magica stanza inquieta nella mano

palpitante e sincera la mano

che calza la mattina, la copre

le coperte sventagliate al sole

che sta lì dinanzi al vento

di albe e mattine.

 

da “Serpenta” (1987)


postato da: viomarelli alle ore 12:58 | link | commenti (5)
categorie: poesia
mercoledì, 23 luglio 2008

Par la fenetre di Lucio Vasta , in arte Cervellatore

ne jetez ...

Par la fenetre - 2004 - 110 X 83 - Pittura e collage su quotidiani su lamiera.


postato da: viomarelli alle ore 19:49 | link | commenti (5)
categorie: arte plastica, lucio vasta, non a scopo di lucro
martedì, 22 luglio 2008

Su La Comunità Assoluta di Lorenzo Carlucci

fontanelle

     

La Comunità Assoluta (Lampi di stampa, 2008, nella collana Festival curata da Valentino Ronchi) è la prima prova in assolo di Lorenzo Carlucci ed è un assolo che colpisce per coerenza e maturità.

I testi della raccolta (in gran parte risalente al 2003, quando l’autore allora ventisettenne era dottorando negli USA) si inseriscono infatti consapevolmente nell’orizzonte di una poetica filosofica  o, forse meglio, di una tensione etica che diventa visione ontologica. Emblematica di una tale lettura è la sezione centrale del libro, non a caso intitolata “metodi”, dove esplicitamente l’autore dà conto di come dietro il discorso poetico vi è sempre e soltanto il problema del concetto del mondo.


postato da: viomarelli alle ore 18:08 | link | commenti (2)
categorie: recensione, lorenzo carlucci, viola amarelli
lunedì, 21 luglio 2008

Margherita Porete da

aba

“E nondimeno, dice l’Anima che scrisse questo libro, ero così sciocca al tempo in cui lo feci, anzi in cui Amore lo fece per me  e su mia richiesta, da dar valore a qualcosa che non si poteva né fare né dire né pensare, come farebbe colui che volesse rinchiudere il mare nel proprio occhio o portare il mondo sulla punta di un giunco o illuminare il sole con un falò o con una torcia. Ero più sciocca di quanto non sia uno che voglia fare questo,

 

quando diedi valore a qualcosa che non si poteva dire

e mi ingombrai di scrivere queste parole.

Allora presi il mio corso,

per venire in mio soccorso,

alla mia ultima corona,

quella dell’essere di cui parliamo

che è in perfezione,

 

quando l’Anima dimora nel puro niente  senza pensiero e non prima”

 

Sul filo di una tradizione molto diffusa nel periodo medievale il Mirouer des simples ames vuole essere fin dal titolo “specchio” – nel senso di “ritratto”, dal latino speculum – di una certa realtà che viene presentata d ascoltatori e lettori sotto forma di dialogo fra una serie di personaggi, su cui predominano  Anima (che raffigura l’autrice), Amore (che è Dio) e Ragione (che scivola spesso a significare la Chiesa gerarchica). In tal modo attraverso questo susseguirsi di voci, Margherita Poret espone nella  sua opera la pratica di vita delle “anime annientate” nell’amore.”

 

da “Lo specchio delle anime semplici” di Margherita Porete, nota di Angelo Morino, 1995

 

L’unica data storicamente accertata su Margherita Porete è quella del 1° giugno 1310, quando a Parigi, in Place de Grève venne pubblicamente arsa insieme alle copie del suo libro.

 


postato da: viomarelli alle ore 18:49 | link | commenti (4)
categorie: politica, poetica, mistica, margherita porete
venerdì, 18 luglio 2008

Rêverie estiva

certosa di San Martino

Napoli, Certosa di San Martino (1325)

Photo credit:Orfeo Soldati


postato da: viomarelli alle ore 17:31 | link | commenti
categorie: foto, arte plastica
mercoledì, 16 luglio 2008

(labirinto)

Arianna

La forma delle dita, dei tuoi piedi

si accartoccia e che verrà dopo

è un bel imbroglio o, più esatto, il garbuglio

lo stesso per cui ridiamo insieme ora

bevendo l’aria, attenti alla suonata venisse

alcuno – non viene mai nessuno

per fortuna,

la forma temporanea che è il mondo

questo qui ora, lacrime e sangue

non tante storie, asciuga entrambi

con la sabbia e poi versaci l’acqua

dissalando il tuono delle

armi, fragore ogni secondo

in fuga ora tu baci

un bacio senza forma, s’è rotto il filo

inutile Arianna.


postato da: viomarelli alle ore 20:54 | link | commenti (11)
categorie: inedito, viola amarelli
martedì, 15 luglio 2008

Attesa d'agosto di Raffaele Piazza

olandese volante 

1

Viene ancora la voce della conchiglia

rosa attesa nel nulla in quel riemergerne

di greto dove per anni contati come semi

era stata quasi sagrato del mare e

 

2

in esatta sequenza il coro delle vergini

a giocare tra risate

e ceste di mare e fortuna in forma

di segreto giardino se spunti come una chiocciola e

 

3

dal letto duale dove avviene il figlio e

il viaggio  tra di platino 

rondini assenti ha nutrito il tempo

nell’aprirsi dell’aria le porte e

 

4

a ovest della strenna che mi porgi

il lato della camera dà luci iridate

la conchiglia rosa appare pari ad epifania

lungo i viali  dell’albereto delle pesche e delle arance

 

5

verrà la vita in chiave di stella e il cancello

sarà aperto tra immisurabili prati

e dietro le malinconie

verrà fuori una gioia del 1984 e

 

6

l’avevi pagata poco quel dono di luce

quel fresco quegli scogli la conchiglia

fossile che durava da mesi sulla tavola

avvolta dal manto della ragazza etrusca e

 

7

poi sono in teorie s’incamminano

quelle che danzeranno e ti darà l’anello,

Mirta, il dono delle nuvole di lui

in divisa di cavaliere scenderà e

 

8

tra i muri calcinati di una stanza

giacerai giovane Penelope ad Itaca

che è città postmoderna:  il bar sarà

quello degli angeli e

9

ripeterete in coro la ballata dell’Olandese volante 

e tu sarai la nave e lui il comandante sul ponte

del controllo.


postato da: viomarelli alle ore 18:29 | link | commenti (1)
categorie: poesia, raffaele piazza
domenica, 13 luglio 2008

Giorni manomessi di Roberto Ceccarini

hopper

 

 

1945 festa al castello

 

C’eravamo cascati dentro, c’eravamo cascati tutti,

come se fino allora non fosse esistita la notte.

c’eravamo dentro fino al collo. e ballavamo

come in mezzo ad un banco di nebbia,

senza musica, ad occhi chiusi sospesi quasi.

difesi dalla nebbia, lontano dagli spari,

dalla  guerra, dalla fame dei protocolli.

 

**

 

Entrare e uscire dalle stanze

come figure invisibili

che fabbricano ore e le spalmano

come un gelato triste sulla pancia…

 

il rumore di fondo della stanza

è un velo bianco. sulle cose

un gancio, una lettera

                       dell’alfabeto

a scandire

                       una risata,

un dissesto mai reso.

 

**

 

Si spostano come mandrie

(uomini-macchine-animali)

 da un luogo all’altro ,

torcendosi su stessi

come grandi serpenti.

 

seminano, contaminano

coi loro cocci urbani.

navigano senza bussola,

nel mare di sottopassi,

congiunti, gli uni agli altri,

come            grassa

umana         amalgama.

 

(mi chiedevi se vanno

e dove vanno.

se i luoghi loro hanno nomi

e pretesti, per essere esplorati.

se le loro cose, sono cose

che fanno cose, o cose su cose,

in panorami loro, incontrovertibili).

 

 

da "GIORNI MANOMESSI",L'arcolaio, 2008


postato da: viomarelli alle ore 11:49 | link | commenti (4)
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