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Utente: viomarelli
Nome: viola amarelli
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domenica, 30 dicembre 2007

Primordiale

primusTintinnio la risata nella gola

affluente diffusa grande arteria

scorrevano le dita graffi

di gatti nati solo ieri

leccavano le labbra e i baffi

tagliati nel disegno,

che mostro cattivo, un lungo nascondino

senza fiato, il finto inseguimento

travestito da bacio fuori squadra

dispersa l’animella sotto

i fianchi dove assemblano dentro tubi ritorti

a imparare un alfabeto morsi

le parole che scheggiano scintille

mira la freccia che straborda

a poppa, prova la prua,

mira la polena, cerca cerca

ora cerchio espanso

il sangue ora divampa su al cervello

l’esplosione

mille i fuochi e la luce e la corsa

vibrante sono tempo

metronomo spaziale

dissolvenza integrale

puro urlo, la nascita di

un dio all’infinito

                                            (c’era stato, si dice, un cacciatore

                                             c’era,

                                             lo mirò tornando lucida

                                             stanchezza, lo mirò, caduto

                                             nel  crepaccio)


postato da: viomarelli alle ore 16:48 | link | commenti (9)
categorie: inedito, viola amarelli
venerdì, 28 dicembre 2007

Una donna

benazir bhutto

 

 

BENAZIR BHUTTO


postato da: viomarelli alle ore 13:31 | link | commenti
categorie: politica
giovedì, 27 dicembre 2007

Su "Diri diri danna" di Rita Bonomo

Recitativo cantabile – come recita appunto la prefazione di Carrino – od opera buffa,  “Diri  diri danna”  di Rita Bonomo  è un oceano di suoni. E' la voce ad essere protagonista di questa pantomima circense, la voce che si traveste smagliante d'ogni parola, persino nella dolente ricerca sottesa. Ed è una voce corporea: laringi, gole, corde vocali e nasi, tutto l'apparato fono-respiratorio si rincorre nel girotondo di Didi diri danna che testimonia l’amata tradizione teatrale e performativa da cui proviene l’autrice. I  personaggi - anche il desiderato/odiato padre - sono maschere nel senso classico del termine: pre-testi per ricostruire memoria e consapevolezza, per rintracciare un sé nel labirinto lussureggiante di caos che è la vita e, si sospetta, perfino la morte.

 In questa ottica la partitura - anche quando mima le funzioni religiose o i giochi dei bambini, come  nella scelta della filastrocca che intitola il testo  -   non ha tanta importanza.  Chi scrive - la pupara e la cantantessa – nel confessarsi è già assolta,  conservando  la certezza di essere, come ogni infante, una "polimorfa perversa".  Trapelano  infatti  palesi tracce freudiane nel puzzle di rapporti paterni ma soprattutto,  e per fortuna, l’ ironia  e  la passione dissacrante dell’autrice.
L'impianto teatrale,  tra quadri e gag dei  "maestri" (c'è sempre qualcuno che vorrebbe dirigere questa enfant terrible), accentua il parossismo di un vuoto dolente che si conosce talmente bene da trasfigurare in piena  vitalità. Circo sgangherato, voluta parodia del cialtronesco, quello che ammalia di questo libro  è comunque il s u o n o:  pieno, ricco, colorato. Un gorgo e un fuoco d'artificio di parole, amatissime dalla Bonomo che le usa, da  giocoliera abilissima, con profondo rispetto.  E se la sequenza di scene corre il rischio dell’ affollamento, del voler dire troppo e a troppi livelli,  se l’assemblaggio di figurine e litanie a volte frastorna,  è perché il canovaccio è quello, antichissimo e nobile , del teatro dell’arte innestato sul dramma. Teatro di suono, poesia di teatro, oralità e clownerie,  Rita Bonomo fa propria e “declama”  la phonè, il dirsi/darsi ai lettori.

                                    ***

 E come Cerbero ho tre teste soltanto
la prima nera nera e naso gobbo
gli occhi scuri e grevi fanno l’appellodiri diri danna 1
delle iniquità annotate e
accartocciate dentro la manica del cappotto

…………………………….

La  seconda è bionda, di razza ariana
una cascata di riccioli d’oro,
gli occhi color del lago quando è pioggia
Un abigeato di ridolini scoperchianti
la mia gola che gorgoglia schiuma autoctona
-compiacendosi del suono –

……………………………..

La terza è mora, è stato un incidente
all’alveare, uno shock anafilattico
ha alterato i geni del chiaro e del bilico
E’ un casca-rotola continuo:
fagocita della polvere le sfumature
più bianche sputando le altre,
poi si rialza, controlla dell’incarnato lo sdrucito
e ricomincia a correre

 

da "dìri dìri dànna- Litania Stolta del diritto e rovescio" (liberodiscrivere- 2006)



postato da: viomarelli alle ore 20:21 | link | commenti (4)
categorie: recensione, rita bonomo, viola amarelli
martedì, 25 dicembre 2007

Solstizio

  

E’ giorno, appese le stelle lucida

luce a dicembre, raccorcia le ombre

rassetta il respiro, c’è voglia di fuoco

più tardi smorzerà il gelo. Nel ghiaccio

la traccia socchiude le labbra ridendo

la gioia, velluto alle braccia, la paglia

per terra, un dio e qualche volto

ha avuto di meglio

la luna e i cammelli, il cielo si sfrangia

nel miele di sole profuma la sabbia,

appena arrivato l’inverno è passato.

 

 

solstizio


postato da: viomarelli alle ore 11:31 | link | commenti (4)
categorie: viola amarelli
venerdì, 21 dicembre 2007

Chiara luce

chiara mente

 photo credit: Orfeo Soldati

Per tutti gli esseri senzienti


postato da: viomarelli alle ore 20:45 | link | commenti (3)
categorie:
mercoledì, 19 dicembre 2007

Scri-vane

occhio1ol

 

 

 

 

 

 

 

 

Ordunque,  ordendo

lasso lo squarcio nell’intestino

molle col baratro di pene

le unghie rosso fuoco

a scorticare

un io di plastica, residuo

la bambola sgonfiata ,

ordendo dunque

sangue e placenta

nel gorgo di misterico fasullo,

ordunque nell’ordito

saldo risale rimasticato bolo

un cinguettio

da gazze quando non il belato

del gregge, poverelle.

 

 


postato da: viomarelli alle ore 17:54 | link | commenti (8)
categorie: satira, inedito, viola amarelli
domenica, 16 dicembre 2007

Una rosa è una rosa è una rosa

Da Raimon Panikkar

“Lo spirito della parola”,

(Bollati  Boringhieri, 2007)

  

Tra l’Essere e la Parola la relazione è costitutiva.  Essere e Parola non sono due; non si possono separare. Non sono nemmeno uno; non si possono confondere. La relazione  è advaita (aduale); è trinitaria , L’Essere parla  e la Parola non gli è inferiore.

Ogni parola è un mistero in quanto dice un universo. La parola rosa, per esempio, risveglia, dice rivela non solo tutto ciò che è “in sé” (che è già un’astrazione) ma tutto ciò che realmente è  “in tutto”, perché è in relazione costitutiva con tutto l’universo: la terra, il lavoro, la caducità,la bellezza, la vita, la morte, l’unicità, il sole, la pioggia, i pianeti, gli spazi del firmamento , la forma..

La parola rosa dice ben più che “la rosa” sono io che la pronuncio e quindi include anche me, sono io che dico rosa e non rhodon (greco) o japa (sanscrito), sono io che mi trovo coinvolto in tutto un universo linguistico e culturale che mi suggerisce tutto un universo (centrato sulla rosa).E, ancora, sono io che la dico ma non a me solo bensì a un tu, a un noi; e la parola stessa ci connette con noi tutti per i quali la parola riveste un significato, o meglio libera una quantità di sensi: colori, odori, significati, concetti, metafore, sentimenti, connotazioni…

A rigore, la parola rosa non è un semplice sostantivo; è un sostantivo carico di aggettivi (di rosa); ma è anche un verbo, un’azione. La parola rosa “roseggia” per così dire: passa dalla rosa a me, a noi, e da noi alla rosa; ha luogo tutta un’azione transitiva e intransitiva tra la rosa e tutto ciò che la rosa “roseggia”: la immaginiamo, la odoriamo, la recidiamo,l’offriamo, le parliamo, ci parla, ci affascina,ci attrae (o respinge), ci ricorda, ci emoziona (fino a giungere a infastidirci con sentimentalismi deplorevoli).La parola rosa non è mai sola. Persino il più puro nominalismo deve aggiungere un tenemus al “nome della rosa”: stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus (della rosa di prima resta il nome; abbiamo i nomi nudi). Ricorrere ai poeti non è licenza “poetica” ma stretto rigore linguistico:

 

E io mi son detto: costruirò la rosa

del pensiero con i petali

di fragranza suggerita; non bramare

il fiore – non siamo nel giardino – cammina

quietamente per il viale ombroso,

a volte folgorante, delle parole.

(J.Vinyoli, El callat)

 

 

rosa 

 

 

 

 


postato da: viomarelli alle ore 11:38 | link | commenti (2)
categorie: filosofia, poetica, raimon panikkar
venerdì, 14 dicembre 2007

Rira Bonomo legge le Pizie

Agli estimatori delle Pizie segnalo che su "oboesommerso" Rita Bonomo presta la sua voce alle Pizie

Ringrazio Red per aver dato ospitalità "A Delfi" e Rita per la sua voce  appassionata , Violapizia

 


postato da: viomarelli alle ore 13:32 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 12 dicembre 2007

A Delfi: la sciamana

Sulla via, porpora e marmi, malachite

il bronzo, ad abbagliarli.

Salgono, cauti chiedono consigli

patteggiando notizie,ori, potere

nei bisbigli del tempio.pizia

Salgono, gonfi di dubbi e di progetti

tutti.

Non li ascolto, scendo

verme nel  ventre di terra, freccia

di vento sollevo alle montagne.

Guardo, fuori di pelle

fuori dal corpo del giorno

fibra di tendini, calcina di pensieri

 l’energia

guarire all’eguaglianza il caos e il cosmo,

ghiaccio di fiamma.

Al ritorno accecati si accontentano,

schegge  sillabe  l’indicibile.

 

da "Notizie dalla Pizia", e-book, Vico Acitillo 124


postato da: viomarelli alle ore 18:00 | link | commenti (7)
categorie: e-book, viola amarelli
domenica, 09 dicembre 2007

Progetto

progetto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

photo credit::  Henry Cartier - Bresson

Sarebbe simpatico diventar così..chissà

Per il momento segnalo che su “LIberinversi”  Massimo Orgiazzi ha cortesemente postato alcuni miei testi e di questo molto lo ringrazio. Buona (eventuale) lettura...

 


postato da: viomarelli alle ore 18:04 | link | commenti (11)
categorie: segnalazione, poetica, cartier -bresson