Chi sono

Utente: viomarelli
Nome: viola amarelli
sono, semplicemente, sono ed è un incanto

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lunedì, 27 agosto 2007

Fuorigioco

fuorigioco

Spudoratamente

vi propongo  un estratto di quattro testi.

Onestamente

cercherò di far di meglio, se ci riesco

Al momento,

così è, let it be, grazie,

 

da “Fuorigioco”, Joker, 2007

 

Eretici

 

Pochi ignorati ai margini

negli orli slabbrati  a scaccio rifiutati

bruciati  a volte a volte suicidati

nel minimo derisi in ogni luogo.

Non per orgoglio né per umiltà

altro non era dato, semplicemente,

lieve o pesante

spesso lo stesso entrambi

testimoniando sino nel silenzio

l’essere altrove, l’essere altrimenti.

 

Quartieri Spagnoli

 

Magro il palazzo pigiama, la canottiera

nera su nero lungo i quartieri

 spande eleganza

alto, le spalle larghe

guepiere di pizzo  in pieno giugno pallido avorio

incede assorto,le rughe tese, in processione

asceta in cerca della bellezza

intorno il vuoto, nessuno guarda

mentre gli fanno tacito largo

come da sempre, segno e rispetto,

statua vivente sacra a follia.

 

Rimbaud            

 

Tutto cazzo ardente, poi

come sapeva, svanì lo sperma.

 

Eremo

 

Esultò limpida la voce di silenzio

fresco riparo, calore di cannella

che s’addensa affollata sulla pelle,

tutto magicamente per il meglio,

si accosciava  il respiro nelle anse del ventre.

 

 

 


postato da: viomarelli alle ore 18:27 | link | commenti (4)
categorie: poesia, letteratura, viola amarelli, edizioni joker
domenica, 26 agosto 2007

Daodejing

81

 (81)

 

 

1.       Parole sincere non ammaliano

2.       Parole che ammaliano non sono sincere

3.       Chi sa non sfoggia erudizione

4.       Chi è erudito non sa

5.       Chi è buono non possiede molto

6.       Chi molto possiede, non è buono

7.       Il saggio non accumula

8.       Quando si è adoperato per gli altri dispone ancor di più per sé

9.    Quando ha donato tutto agli altri, gli resta ancor di più

10   La via del cielo dunque reca benefici e non nuoce

11. E’ proprio della via dell’uomo adoprarsi per gli altri e  l’evitar contese

 

 

 

(68)

 

 

1. Un bravo  soldato non ha piglio marziale

2. Un bravo guerriero non è rabbioso

3. Un bravo vincitore non affronta i suoi nemici

4. Chi è bravo a utilizzare  al meglio gli altri, agli altri sottostà

5. Questa è definita virtù del non contendere

 

 

 

 

da “Laozi Genesi del  Daodejing” a cura di A. Andreini, Einaudi,2004

 


postato da: viomarelli alle ore 10:33 | link | commenti (1)
categorie: cina, filosofia, mistica
mercoledì, 22 agosto 2007

Ororo

giovanna d

Cedè alla fine la faglia

ch’era il mio corpo,

quando allo stremo era la battaglia

e le ferite si andavano incrostando

sui geroglifici delle cicatrici.

Offuscata da fango abbandonai

la vana impresa  degli scontri vili

coi vili fanti  in tanti soverchianti

e trasmutai rapida di sera

verso l’impegno dalla sorte estratto

sin dagli inizi di novizia alfiera.

Così tornata su incognito crinale

divenni ciò ch’ero sempre stata,

spada senza elsa entro un fuoco aprico,

e non lasciai d’attorno vivo nemico.

*Ororo, nome di una dea africana della tempesta


postato da: viomarelli alle ore 21:48 | link | commenti (6)
categorie: poesia, viola amarelli
lunedì, 20 agosto 2007

Les Commencements

scarabocchio

I cerchi perfetti di disegnatori e geometri non interessano al bambino. I cerchi imperfetti del bambino non interessano all’adulto. Quest’ultimo li chiama scarabocchi, non scorge l’essenziale, lo slancio, il gesto, il tragitto, la  scoperta, il riprodursi esaltante dell’accadimento circolare, quando una mano ancora debole, inesperta, si afferma.

 

 

da  “Les commencements”, H. Michaux,,  Stampa Alternativa, 2004

 


postato da: viomarelli alle ore 13:04 | link | commenti
categorie: letteratura, mistica, michaux
sabato, 18 agosto 2007

Discorso all'ufficio oggetti smarriti

klee_giardino_merid

Ho perso qualche dea per via dal sud al nord

e anche molti dei per via dall’est all’ovest.

Mi si è spenta per sempre qualche stella, svanita.

Mi è sprofondata nel mare un’isola, un’altra.

Non so neanche dove ho lasciato gli artigli,

chi gira nella mia pelliccia, abita il mio guscio.

Mi morirono i fratelli quando strisciai a riva

e solo un ossicino festeggia in me la ricorrenza.

Non stavo nella pelle, sprecavo vertebre e gambe,

me ne uscivo di senno più e più volte.

Da tempo ho chiuso  su tutto ciò il mio terzo occhio,

ci ho messo una pinna sopra, ho scrollato le fronde.

Perduto, smarrito, ai quattro venti è volato.

Mi stupisco io stessa del poco di me che è restato:

una persona singola per ora di genere umano,

che solo ieri ha perso in treno l’ombrello.

 

 

 

Wislawa Szymborska

da “Ogni caso”, Libri Scheiwiller,2003

traduzione di Pietro Marchesani


postato da: viomarelli alle ore 17:08 | link | commenti (2)
categorie: poesia, filosofia, scienza, mistica
giovedì, 16 agosto 2007

Corsale

 

sirens1Divorando voragini arrembai

vortici di botri e catafrossi,

attendevano al varco vieti caifassi

fra canutiglie di vescovi vermigli

a vanagloria velario di vespai.

Venturosa nel vuoto cava saggiai

il sale che raggrumano alle stive

gli assilli, echi corrosi degli abissi

onde si involsero i rampini, nel corpo

a corpo declinando a inchini.

Viola d’amore conquisi il galeone,

smontandone i casséri con le coffe

e in re minore sciolser le gomene

pavane a frotte prive di civanza.

Vene citrine di quarzo e acquamarine

ondeggiò in tripudio la possanza,

fulgenti furono i venti in un istante

diaspro coinciso con il vespro,

e dileguai, vela nell’erranza.

 

 

Viola Amarelli da “Fuorigioco”, Joker, 2007


postato da: viomarelli alle ore 05:41 | link | commenti (3)
categorie: poesia, viola amarelli
martedì, 14 agosto 2007

Fino in fondo alla vita

foto michelucci

 

“lo spazio  è al limite della conoscenza perché sfugge a qualsiasi tipo di simbolizzazione e di generalizzazione”

"Noi architetti abbiamo un pane da modellare ma bisogna controllare se abbiamo il calore alle mani. E non c'è calore se non si ama profondamente. Noi si ha una paura cane a dire amare. Ma io voglio amare fino in fondo alla vita"

Giovanni Michelucci 1891-1990

 

 

 

 

da “Le parole per guardarle”  di G. Cecconi, Bandecchi e Vivaldi editore,2002

photo credit Alfonso Acocella “La Chiesa dell’Autostrada”, architetto Giovanni Michelucci

 


postato da: viomarelli alle ore 22:04 | link | commenti (4)
categorie: poesia, architettura, mistica, michelucci
lunedì, 13 agosto 2007

SERIAL EROS

serialIQuelli dalla guệpiere col pizzo in controluce

Quelli con il filmato per le istruzioni d’uso

Quelli che stai godendo, davvero ti è piaciuto?

Quelli che il godimento è solo affare loro

Quelli che ti vorrebbero tutta e soltanto mia

con la postilla illogica però anche un po’ troia

Quelli che tu non sai quanto posso durare

poco in genere, o troppo, comunque non il giusto

Quelli dal tocco esatto, libro d’anatomia

Quelli di rendimi schiavo e tu prova a spiegare

come il lavoro nero sia contro i tuoi ideali

Quelli che, tutti, agognano, prenderti per i fondelli

Quelli di nessuna è come te, falso ma vero, grazie

Quelli che scusa, cara, tradisce il desiderio

specie quando è in eccesso, ti giuro mai successo

Quelli delle varianti, scomode e uguali tutte

Quelli che lo vorrebbero cosmico in simultanea

come se fosse agevole la via che mena al cielo

Quelli che prima e dopo è d’obbligo la doccia

Quelli che ipso facto ti russano di botto

Quelli che nel post tristezza ti prego tienimi stretto

Quelli che sempre dopo non so né ti conosco

Quelli che ti resta acre l’odore addosso

Quelli che, i migliori, ti portano il caffè

Gli altri, quelli che hai amato, chiara e limpida vampa

sacra da sempre danza.

copyright Viola Amarelli, inedito

 

 


postato da: viomarelli alle ore 05:49 | link | commenti (3)
categorie: poesia, satira, viola amarelli
domenica, 12 agosto 2007

L'invenzione della poesia

lettrice 

Mi è accaduto di avventurarmi a  scrivere ma ritengo che quello che ho letto sia molto più importante di quello che ho scritto. Si legge quello che piace leggere ma non si scrive quello che si vorrebbe scrivere, bensì quello che si è capaci di scrivere.

 

 

da “L’invenzione della poesia”, Borges, Mondadori, 2001


postato da: viomarelli alle ore 15:33 | link | commenti (5)
categorie: poesia, letteratura, borges, critica
venerdì, 10 agosto 2007

I poeti lavorano di notte

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I poeti lavorano di notte

quando il tempo non urge su di loro,

quando tace il rumore della folla

e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio

come falchi notturni od usignoli

dal dolcissimo canto

e temono di offendere Iddio.

Ma i poeti, nel loro silenzio,

fanno ben più rumore

di una dorata cupola di stelle.

Alda Merini, da "Testamento", Crocetti, 1988


postato da: viomarelli alle ore 17:13 | link | commenti (4)
categorie: poesia, letteratura